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Articolo pubblicato il 17-11-2006
Autore: Luigi Cavaleri
Direttore ISMAR
S.Polo 1364
30125 Venice, Italy
Numero 33-34 - Anno 3
17 Novembre 2006
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Il 4 novembre 1966 – cosa sarebbe potuto succedere
Il 4 novembre 1966 Venezia fu invasa dalla peggior acqua alta della sua storia
documentata. Spinto da un fortissimo vento di scirocco il mare crebbe impetuosamente
per piu’ di un giorno raggiungendo la quota record di 194 cm sopra lo zero marino di
riferimento. Non ci in pratica preavviso dell’eccezionalita’ dell’evento e la citta’
soffri’ una delle sue peggiori calamita’.
In corrispondenza dei quarant’anni di quell’episodio ci si domanda ancora se una
tale situazione possa oggi ripetersi e, in caso affermativo, se saremmo in grado
di prevederla in tempi utile per un preavviso alla popolazione. La risposta, in
particolare a quest’ultima domanda, e’ stata data da uno studio recente effettuato
dall’Istituto di Scienze Marine, ISMAR, del Consiglio Nazionale delle Ricerche con
sede a Venezia.
Rispetto al 1966 oggigiorno si dispone di un enorme volume di dati, presi da
satelliti, aerei, navi, stazioni meteorologiche, si dispone di potenti calcolatori
e di sofisticati modelli numerici per simulare il comportamento dell’atmosfera e
del mare. La domanda che ci si e’ posta e’ stata: se avessimo disposto nel 1966
dei calcolatori e dei modelli oggi disponibili, cosa saremmo riusciti a fare? In
pratica ci si e’ messi nei panni del meteorologo del 1966, coi dati a lui disponibili,
ma coi mezzi moderni, e si e’ guardato cosa si sarebbe previsto.
I risultati sono stati sorprendenti. Non solo si e’ riusciti a simulare correttamente
l’evento, sia meteorologico che marino, ma si e’ visto che la tempesta e tutte le sue
conseguenze sarebbero state previste sin da sei giorni prima dell’evento. In pratica il
29 ottobre avremmo gia’ saputo che il 4 novembre vi sarebbe stato un evento eccezionale.
Tutto cio’ e’ riassunto nel diagramma di Figura 1 dove ogni colore corrisponde alla
previsione fatta a partire da un giorno diverso. Si puo’ vedere che l’informazione
essenziale era disponibile e confermata per sei giorni di seguito.E’ chiaro che
l’enorme attuale disponibilita’ di dati, ordini di grandezza superiore a quella del
1966, fortifica ancor piu’ la conclusione.
Figura 1 – Andamento del livello marino a Venezia durante l’inondazione del 4 novembre 1966. La linea scura mostra le misure. Le altre curve mostrano la ricostruzione a posteriori e le previsioni fatte “oggigiorno” a partire dai dati disponibili nei giorni precedenti l’evento.
Un fatto rilevante per l’acqua alta del 1966 e’ che le cose avrebbero potuto
andare molto peggio. Il livello del mare ad un certo momento e’ sempre la somma di due
componenti di marea: quella astronomica, ben definita anche nel futuro, e quella
meteorologica funzione del vento e della pressione atmosferica nella zona di interesse.
Quindi il picco raggiunto in una certa localita’ dipende dall’essere le due componenti
mareali piu’ o meno in fase. Il 4 novembre 1966 il picco meteorologico fu raggiunto
(vedi Figura 2) poche ore dopo il picco astronomico.
Figura 2 – Sovrapposizione (linea continua – registrazione) dei picchi di marea astronomica (punteggiata) e meteorologica (tratteggiata) nell’evento del 4 novembre 1966.
Cio’ significa che, se la tempesta
fosse avvenuta cinque ore prima, avremmo raggiunto a Venezia non 194 cm, come in
effetti e’ avvenuto, ma quasi 240 cm di livello. I danni sarebbero stati enormemente
superiori.
La tempesta non causo’ solo un’eccezionale acqua alta, ma anche una mareggiata
di valori estremi per l’Adriatico. La Figura 3 mostra la distribuzione dell’altezza
d’onda significativa nel bacino al picco della tempesta. Le isolinee, di metro in metro,
identificano le zone con diversa altezza, cui corrispondono anche colori piu’ intensi.
Figura 3 – Campo di altezza d’onda significativa nel mare Adriatico al picco della tempesta del 4 novembre 1966. Isolinee ad intervalli di 1 metro.
Si notino i valori superiori agli 8 metri nella zona antistante Venezia. Val la pena
specificare che l’altezza significativa fornisce una specie di media medio-alta delle
altezze d’onda in mare. La statistica e’ tale che mediamente una volta ogni per esempio
3 ore si verifica in una certa posizione un’altezza 1.8-1.9 volte quella significativa.
Questo implica che nella zona al largo davanti la litorale veneziano vi erano onde fino
ai 15 metri di altezza.
Vale la pena di fare una stima delle probabilita’ di ripetizione di un evento come
il 4 novembre. Di per se’ si stima che una tempesta di simile intensita’ si ripeta
circa una volta ogni 100-150 anni. Combinandolo con la probabilità di coincidere
col picco di marea astronomica, cio’ porta l’evento dei 235-240 cm al livello di
uno ogni 1000-2000 anni.
Occorre tuttavia considerare che i 194 cm possono essere raggiunti anche con tempeste
meno intense, ma coincidenti col picco astronomico. Questo riporta l’evento del 4 novembre
entro l’arco del secolo.
Un ulteriore problema e’ dato dall’aumento del livello del mare. Il fenomeno
e’ a scala planetaria, e le cifre piu’ recenti indicano un aumento di 3 mm/anno.
Sia pur senza ulteriori accelerazioni, ne deriva che entro un secolo il mare sara’
30 cm piu’ alto. Cio’ implica che i livelli eccezionali a Venezia diventeranno
sempre piu’ frequenti.
Si noti un particolare interessante, ancora non ben spiegato. Negli ultimi 30
anni del secolo scorso il Mediterraneo, e quindi l’Adriatico, non hanno seguito
l’oceano nella sua crescita di livello. In effetti, entro le usuali variazioni
statistiche, il livello medio del mare a Venezia e’ rimasto entro questo secolo
pressoche’ costante. Una situazione di questo tipo non puo’ evidentemente essere
permanente. In effetti, dai mareogrammi rilevati a Venezia negli ultimi anni vi
sono indicazioni di una rapida crescita del livello marino. Questo ha una grossa
influenza sul numero di acque alte, sia pur medio-basso, che colpiscono ogni anno la citta’.
Nella Figura 4 si mostra
a) una situazione comune a Venezia nei casi di acqua alta,
b) la corrispondente situazione (virtuale) col livello marino del 4 novembre,
c) la situazione come “avrebbe potuto essere” se la tempesta fosse avvenuta cinque ore prima.
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Autore: Luigi Cavaleri
Direttore ISMAR
S.Polo 1364
30125 Venice, Italy
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