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Articolo pubblicato il 17-10-2005
Sara Chirra
collaboratrice dell'Isem CNR

Numero 21 - Anno 2
17 Ottobre 2005





Contra Moros y Turcos

Politiche e sistemi di difesa degli Stati mediterranei
della Corona di Spagna in Età Moderna.

Convegno Internazionale di Studi

Passeggiando per le nostre coste possiamo visitare e conoscere la storia dei siti punico-romani di Nora e Tharros, ma quanti tra noi sanno in realtà quando, perché e da chi furono costruite le torri costiere situate sulla sommità di promontori e penisole? Sono presenti solo in Sardegna oppure si ritrovano in altre parti del Mediterraneo? E una volta che ne conosciamo la storia, come furono costruite e come possono essere valorizzate? Questi ed altri sono stati gli obiettivi del convegno internazionale "Contra Moros y Turcos". Politiche e sistemi di difesa degli Stati mediterranei della Corona di Spagna in Età Moderna, tenutosi a Villasimius e Santa Maria Navarrese dal 20 al 24 settembre 2005 e organizzato dall'Istituto di Storia dell'Euroa Mediterranea del CNR, dal Dottorato di Storia Moderna e Contemporanea-Dipartimento di Studi Storici, Geografici e Artistici dell'Università di Cagliari, dall'Ente Gestore dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara, dalla Province di Cagliari e dell'Ogliastra, dai Comuni di Villasimius e di Baunei. Si tratta di torri costiere che, a partire dal XVI secolo, furono costruite ed attivate, per far fronte alle incursioni provenienti dal Maghreb, nei diversi Stati mediterranei della Corona di Spagna quindi nei regni di Granada, Murcia, Valencia, Catalogna, Baleari, Sardegna, Napoli, Sicilia.

Torre S.Maria Navarrese

Torre S.Maria Navarrese

La citazione "Contra Moros y Turcos", tratta da un'opera di Diego Suárez Montañés, contemporaneo del Cervantes, si ritrova frequentemente nella documentazione di età moderna e si ripropone negli stessi termini, purtroppo, anche nella regestazione del XIX secolo. Il titolo smorza un poco l'atteggiamento vittimistico che potrebbe prodursi se si facesse riferimento soltanto al sistema difensivo degli Stati mediterranei della Corona di Spagna, riproponendo una contrapposizione che si è protratta per gran parte dell'età moderna ed ha avuto i suoi rigurgiti in epoca coloniale. Un convegno che "contra Moros y Turcos" non era, ma anzi ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo, dalla Penisola Iberica, alle Baleari, alla Tunisia e alla Turchia, oltre alle coste della Penisola italiana ed alla Corsica. Il titolo, tuttavia, passa dal chiaro contrasto alle misure difensive contro il nemico, segnando una frontiera, un limite che va conosciuto, studiato e discusso. Un mondo di frontiera, di rinnegati e di abbandono, dove il contrasto si rende paradossalmente più flebile, più umano, meno "ideologico", non solo per necessità di convivenza, ma per sopravvivenza o semplicemente per pura convenienza. Solo conoscendo questa permeabile fascia di frontiera si può tentare di avviare un vero dialogo con l'altra parte del Mediterraneo per poter affermare, utilizzando le parole di Jorge Luis Borges: "El otro, el mismo", "L'altro, lo stesso". Ed il convegno, partendo appunto da un aperto contrasto e da un atteggiamento difensivo, innegabile nel contesto mediterraneo del Cinquecento e del Seicento, può diventare occasione di dibattito su questioni concernenti il periodo moderno ma oggi più che mai attuali.

Torre S.Maria Navarrese

Torre S.Maria Navarrese

I lavori si sono svolti in più sessioni che hanno presentato una certa omogeneità di tematiche. Non si è trattato solamente di un convegno di storia moderna, ma anche di letteratura, antropologia, archeologia, geografia storica, architettura, politiche di sviluppo turistico.

Torre Porto Giunco - Villasimius

Torre Porto Giunco - Villasimius

Un approccio multidisciplinare, quindi, che ha avuto come obiettivo la conoscenza storica e le caratteristiche architettoniche del manufatto e che ha permesso finalmente un incontro dialettico fra storici, architetti, archeologi e politici.

Fortezza Vecchia - Villasimius

Fortezza Vecchia - Villasimius

L'importante convegno è stato realizzato, oltre che con il contributo del CNR e dell'Università, con il finanziamento delle Province di Cagliari e dell'Ogliastra, dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara e del Comune di Baunei.

Stemma Comune Baunei

Stemma Comune Baunei

Nella splendida cornice dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara - con la Fortezza Vecchia e le torri di Serpentara, Porto Giunco e Capo Boi -, a Villasimius, si sono tenute le sessioni di storia, alle quali sono intervenuti studiosi provenienti da tutti quelli che un tempo furono gli Stati mediterranei della Corona di Spagna e dell'area tirrenica, Corsica compresa. Una sessione è stata dedicata appositamente al Nord Africa ed al bacino orientale del Mediterraneo. Nel dibattito fra gli storici la tematica è stata affrontata da diversi punti di vista e si è riproposto il problema del rapporto fra difesa statica, con la costruzione di una serie di torri costiere, e difesa mobile, col il varo di una flotta di galere che in sostanza il Regno di Sardegna non riuscì mai a rendere operativa ed efficace.

ISEM

ISEM

Il mare di Santa Maria Navarrese, con la sua torre, ha fatto da sfondo alle ultime sessioni, dedicate alla conoscenza delle fortificazioni e del territorio, alle problematiche legate al restauro ed alle proposte di valorizzazione delle strutture architettoniche. È stato da più parti sottolineato che prima di procedere al recupero di un monumento è necessario conoscerne la storia, provvedere alla rimozione del terreno di riempimento e di crollo mediante uno scavo stratigrafico per poi procedere alla valorizzazione del monumento mantenendo integra la sua connessione con il territorio circostante, connessione che ha sempre avuto fin dalle sue origini. Infatti, le torri, costruite per lo più dalle comunità locali, hanno svolto la funzione di avvisare le popolazioni circostanti del pericolo imminente.

Università Cagliari

Università Cagliari

E in tal senso il dibattito emerso fra le diverse competenze è stato utile sia l'Ente Gestore dell'Area Marina Protetta di Villasimius che al Comune di Baunei, i quali stanno mettendo in cantiere progetti che promuovano una valorizzazione del territorio che non sia solo turistico-ambientale, ma anche culturale di qualità. Un approccio multidisciplinare diverso dai soliti, quindi, che ha visto l'inserimento di una relazione di genetica delle popolazioni, per esempio, ad indicare modalità nuove di valorizzazione del territorio e nel senso più ampio del termine, non solo mediante il coinvolgimento in un convegno come questo ma anche attraverso la partecipazione attiva della popolazione tutta di Baunei ad un progetto di mappatura genetica.

logo


Sicuramente innovativa, infine, può apparire la proposta di utilizzo dello spazio della fortificazione costiera come sede di museo multimediale, per far sì che la torre, esaurita da tempo la sua funzione difensiva, possa assumerne un'altra di connessione ad un sistema che consenta di conoscere meglio il territorio costiero ed anche l'interno, nella convinzione che uno sviluppo turistico dell'Isola debba contare soprattutto sulla diversità, sui paesaggi incantevoli delle coste e dell'interno ma anche sulla storia, sulle tradizioni e sulla cultura. E allora i percorsi turistici potranno proporre, insieme alla cucina tipica locale, ai ginepri e agli ulivi del Golgo, alle magnifiche spiagge, anche un po' di storia, per far conoscere al visitatore ed agli stessi sardi quando e perché furono costruite le torri di Santa Maria Navarrese, la Fortezza Vecchia di Villasimius e tante altre torri che puntualmente si possono ancora oggi ammirare nei tanti promontori dell'Isola.


Autore: Sara Chirra
collaboratrice dell'Isem CNR

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