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Articolo pubblicato il 17-03-2005
di Corrado Ruscica

Numero 14 - Anno 2
17 Marzo 2005





Scoperta la prima galassia senza stelle

Un gruppo di ricercatori inglesi dell'Università di Cardiff ritiene di aver identificato la prima "galassia scura" composta cioè da "materia scura" che, secondo i modelli cosmologici, costituirebbe il 30-35% della totalità della materia di cui è fomato l'Universo e di cui gli astronomi ignorano la sua ancora la sua natura.

Se consideriamo gli ingredienti principali di cui è fatto l'Universo, ci accorgiamo che noi conosciamo solo il 5% di essi. Dov'è tutto il resto ? La materia ordinaria, quella visibile, a noi familiare, dalle più piccole particelle elementari - protoni, neutroni, elettroni, quarks - ai più complessi corpi celesti - stelle, galassie, ammassi - compresi persino gli elementi di cui siamo fatti noi stessi, prende il nome di materia barionica e rappresenta appunto il 5% dei mattoni fondamentali di cui è composto l'Universo.

La seguente tabella illustra le percentuali dei mattoni fondamentali di cui è fatto l'Universo.

Di fatto, il Modello Standard che descrive le particelle elementari e le loro interazioni è una perfetta descrizione della struttura della materia sebbene di quella parte relativa alla minima percentuale.

La recente notizia, che risale allo scorso Febbraio, sulla scoperta della prima galassia composta per quasi la sua totalità di materia scura è stata alquanto sorprendente. Gli astronomi inglesi dell'Università di Cardiff avrebbero individuato nella regione del grande ammasso di galassie della Vergine, che dista circa 50 milioni di anni-luce dalla Terra, un'area del cielo dove esiste una enorme distribuzione di materia invisibile, circa 100 milioni di volte la massa del Sole, che orbita come farebbe una galassia che però non contiene stelle.

Si tratta perciò della prima "galassia scura" identificata per mezzo dell'emissione radio degli atomi di idrogeno che formano la nube che orbita ad una velocità tale da giustificare la presenza di materia scura. In realtà, le osservazioni di questa zona di cielo, denominata VIRGOHI21, sono state eseguite inizialmente con il telescopio Lovell di Manchester e confermate successivamente da quelle ottenute il grande radiotelescopio di Arecibo, in Puerto Rico. Dalla velocità di rotazione della nube di idrogeno si ricava una massa per la "galassia scura" che risulta alcune migliaia di volte maggiore se fosse composta solamente da atomi di idrogeno.

Tuttavia, oggetti simili a questo sono stati già studiati in precedenza e quando vengono osservati in dettaglio con telescopi più potenti si intravedono stelle in alcuni casi mentre in altri si notano dei filamenti luminosi che sono il risultato di collisioni galattiche.

Gli astronomi che hanno studiato VIRGOHI21 con il telescopio Newton di La Palma non hanno comunque trovato tracce di stelle o di galassie vicine che possono far pensare a qualche interazione gravitazionale avvenuta nel passato. Non solo, le osservazioni della stessa area di cielo che risalgono a cinque anni fa sembrano tutte escludere le ipotesi fatte finora. VIRGOHI21 sembra perciò essere la prima vera "galassia scura" mai osservata.

Questo risultato, ottenuto grazie alla radioastronomia, implica che deve esistere molta più materia nell'Universo rispetto a quella ordinaria che noi vediamo. L'esistenza di materia scura costituisce ancora un enigma per l'astrofisica moderna e pone ulteriori domande sulla possibile esistenza di "galassie senza stelle" e dunque sul fenomeno dell'origine e dell'evoluzione galattica.

L'ellisse mostra la regione del cielo, nell'ammasso della Vergine, in cui è stata identificata la nube di atomi d'idrogeno che formerebbero la "galassia scura" denominata VIRGOHI21. Credit: Cardiff University / Isaac Newton Telescope.


Autore: Corrado Ruscica




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