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Articolo pubblicato il 17-07-2006
Autore: Francesco Rea
Numero 30 - Anno 3
17 Luglio 2006
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Lo shuttle è atterrato ora
Touch down. Lo shuttle Discovery impegnato nella missione STS 121 è rientrato regolarmente alla sua base, il
Kennedy Space Center in Florida, alle 15,14 ora italiana del 17 luglio. Dopo 12 giorni di missione l'atterraggio senza
patemi della navetta statunitense rivitalizza uno dei più grandi programmi mai pensati e realizzati dall'uomo:
la Stazione Spaziale Internazionale.
Avviata la sua costruzione nel 1998, la SSI doveva essere completata nel 2004,
ma la lievitazione dei costi e soprattutto l'incidente del Columbia avvenuto nel febbraio del 2003, hanno impedito
di portare avanti quella che è stata definita la casa comune dello spazio, il luogo dove l'umanità si incontra al di
là dei sedici paesi, Italia in testa, che prendono parte fattivamente alla sua realizzazione.
Quanto accaduto oggi doveva accadere un anno fa, nel luglio del 2005. La missione infatti che doveva rappresentare
il ritorno nello spazio della navetta shuttle, tanto da essere chiamata la missione "Return to space", doveva avere
successo lo scorso luglio.
Forte di un battage pubblicitario incredibile e con migliaia di giornalisti accreditati,
paragonabile come evento al ritorno nello spazio di John Glenn, la missione Return to space doveva essere il fiore
all'occhiello dell'allora neo amministratore della NASA Michael Griffin, tanto, secondo alcuni maligni, dall'aver
voluto mantenere la data contro il parere di tecnici che puntavano ad uno slittamento nell'autunno.
L'equipaggio riuscì a tornare a terra senza danni, ma per dieci giorni vi fu parecchia apprensione poiché anche in
questo caso alcune piastrelle del rivestimento termico dello shuttle furono danneggiate al momento del decollo.
Assistemmo in quei giorni alla prima riparazione nello spazio dello shuttle e nonostante il successo di questa
delicata operazione, l'apprensione era tanta, vivido era il ricordo di quel primo febbraio 2003 quando il Columbia si
disintegrò al momento dell'impatto con l'atmosfera.
Tutto andò per il meglio, ma l'amministratore della NASA venne a
più miti consigli, avviando un programma per la realizzazione di una nuova navetta spaziale, che dovrebbe essere
pronta nel 2014 (sembra assai ottimistica la previsione del 2010) e portare a compimento la realizzazione della
Stazione Spaziale con l'attuale shuttle, questa si nel 2010.
D'altronde se così non fosse la comunità spaziale
internazionale, NASA in testa, rischierebbe di vedersi sorpassare dal miliardario americano Bigelow che con il
lancio della struttura gonfiabile Genesis, ha dato il via alla realizzazione del primo space hotel, a 500 km
di orbita, sopra la SSI, con un investimento di 500 milioni di dollari. Sempre che nei primi cinque anni di
sperimentazione Genesis superi i test necessari. |
Autore: Francesco Rea
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