

|

Articolo pubblicato il 17-03-2006
Francesco Rea
Numero 26 - Anno 3 17 Marzo 2006
|

|
Trovata dalla sonda Cassini l’acqua su Encelado
Ha destato sicuramente scalpore, almeno tra quanti dedicano il loro interesse e
curiosità allo spazio, inteso come il cosmo, quell'universo di cui facciamo
parte e che ci circonda, quanto visto dalla "telecamera" a bordo della sonda
Cassini su una delle numerose lune di Saturno, Encelado.
Mars Express in orbita su marte
Tale camera, un sofistica strumento atto a riprendere fotograficamente le varie
fasi di una missione lunga nel tempo ma che ci sta regalando una visione del nostro
sistema solare impensabile, ha "immortalato", usando un termine decisamente terrestre,
quello che impropriamente è stato chiamato un geyser. Impropriamente dal punto
di vista scientifico, e cioè un getto di vapore acqueo, ma che dal punto di
vista dell'immagine ben si associava a come immaginiamo un geyser.
Si tratta in realtà di sbuffi di acqua proveniente in forma liquida dal sottosuolo di
Encelado a causa delle differenti pressioni e che uscendo "fuori" proprio per le
condizioni gravitazionali e di temperatura diventa in realtà articolato d'acqua
agendo, nella sua fase di glaciazione, come sulla terra uno sbuffo di vapore.
I colori di Saturno
Ma al di là di eccessive accademiche descrizioni dell'avvenuto, un elemento deve
rappresentare il fattor comune di quanto avvenuto. Ovvero che anche su Encelado,
una delle tante lune di Saturno, c'è l'acqua, al pari di Europa, definita una
luna ghiacciata, la cui forte presenza d'acqua è da tempo certificata con
consistenti e comprovate teorie.
Che l'acqua, anche se in forme ancora totalmente da scoprire, ghiacciata o liquida,
immediatamente usufruibile o meno, per dirla in maniera semplice, vi è sul pianeta
Marte (che vi sia è chiaro, in quale forma e in quale disponibilità è ancora da scoprire)
come sulla Luna, da quanto dimostratoci dalla sonda Lunar Prospector.
Insomma, per farla breve, l'acqua, quell'elemento che l'umanità attraverso i suoi
scienziati, considera primario per l'esistenza della vita, almeno nelle forme che
noi conosciamo, non è un elemento raro, ma piuttosto se non comune, frequente nel
nostro sistema solare.
Giove
Questa evidenza, a cui devo dire contribuisce con particolare capacità
la scienza e la tecnologia italiana, l'unico paese, se escludiamo USA e Russia,
o perlomeno l'ex Unione Sovietica, che ha propri "testimoni", ovvero strumenti
di ricerca nel nostro sistema solare, apre a due scenari: da una parte la
possibilità, che il romanticismo della letteratura della fantascienza ci ha
ripetutamente mostrato come ormai inevitabile, ovvero la colonizzazione del
nostro sistema solare, grazie alla presenza dell'acqua, o che questa sia sì
elemento fondamentale per la "nostra" esistenza, ma non per quella delle
possibili forme di vita dell'universo.
Paradossalmente, mentre abbiamo conferma
di una diffusione dell'acqua nel nostro sistema solare e quindi nell'universo,
dell'acqua, o meglio delle particelle h²o nelle diverse forme in cui possono
apparire, la prima analisi di una cometa, grazie alla sonda NASA Stardust, ci
dice che la nostra idea di una sua composizione di ghiaccio, non necessariamente
composta da acqua, che provocherebbe la coda in prossimità del sole, non
corrisponde totalmente a realtà.
Cassini e Saturno
Credo che quanto ci approntiamo a fare, come
scienziati, tecnologi, astronomi, astrofili, puri appassionati, nei prossimi
anni è di accettare un'idea diversa, se non completamente, in parte
dell'universo e dall'altro canto di contribuire a che quell'idea non sia di
nicchia, per pochi, ma cultura comune.
|
Autore: Francesco Rea
Scarica questo articolo nel tuo computer

© 2005 Scienzaonline.com
|
|

|