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Articolo pubblicato il 17-04-2005
di Nicola Cosanni
Numero 15 - Anno 2 17 Aprile 2005
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Comunicare attraverso un raggio laser, progetto SPQR
La fantascienza è un pò di più realtà grazie al progetto SPQR (Specular Point-like Quick Reference), realizzato dalla Scuola di Ingegneria Aerospaziale de "La Sapienza" diretta dal professor Filippo Graziani. Infatti il progetto prevedeva di collegare
la stazione spaziale in orbita intorno al nostro pianeta ISS, con un punto nei dintorni di Boston, attraverso un raggio laser verde.
Il progetto si colloca nell'ambito dell'Italian Soyuz Mission "Eneide" alla
quale partecipa l'astronauta italiano Roberto Vittori, che è partito il giorno 15-04-2005
dal cosmodromo russo di Baikonur, nella steppa del Kazakhstan.
SPQR consiste nella emissione di un raggio laser che da una base terrestre
vicino a Boston colpisce un retroriflettore collocato su un modulo russo
della stazione orbitante. Il raggio riflesso costituisce un riferimento
luminoso puntiforme indispensabile per processare immagini ad alta
definizione, superando i disturbi dovuti alla presenza dell'atmosfera. In
questo modo è possibile ottenere foto della Stazione Spaziale con una
risoluzione di circa 20 centimetri, risoluzione con cui sarebbe
probabilmente stato possibile individuare il danno che ha provocato la
tragedia dello shuttle Columbia. Il raggio di ritorno potrebbe inoltre
essere utilizzato dagli astronauti in orbita sulla Stazione Spaziale
attraverso un alfabeto convenzionale di segnali luminosi, nel caso di un
black out o di un guasto ai sistemi di comunicazione della stazione
orbitante.
SPQR, portato sulla Stazione Spaziale Internazionale dalla missione Progress
senza uomini a bordo, attraccata il 2 marzo scorso, è già stato installato.
I primi test sono già iniziati dopo l'installazione e prima dell'arrivo dell'astronauta italiano Roberto
Vittori, che li completerà una volta salito sulla staziona spaziale ISS.
L'esperimento richiede una precisione inimmaginabile, in quanto, la stazione ISS orbita ad un'altezza di circa 380 KM
dalla superficie terrestre, viaggiando ad una velocità di circa 7 Km/s, corrispondenti a circa 25'200 Km orari, e si deve
centrare con il raggio laser uno specchi del diametro di appena 10 cm.
Un fatto curioso, è che da terra, il raggio laser è visibile, mentre sale e punta nel cielo per colpire lo specchio sulla stazione spaziale ISS,
in questi giorni passati, dove da Boston gli esperimenti sono stati già eseguiti più volte, chissà cosa hanno pensato
le persone che avvistavano tale raggio laser che puntava in cielo.
A Boston, esattamente nell'osservatorio astronomico della Dexter School di Brookline
Massachusetts, stanno lavorando, insieme ai colleghi americani, il dott.
Manfredi Porfilio (payload developer dell'esperimento), studenti e laureandi
della Scuola di Ingegneria Aerospaziale. SPQR è un esperimento che ha
richiesto in tempi brevissimi il coordinamento di ricercatori e ingegneri
delle tre nazioni che per prime hanno messo in orbita satelliti
autonomamente: la Russia, gli USA e l'Italia.
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Autore: Nicola Cosanni
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