

|

Articolo pubblicato il 17-11-2006
di Roberto Panzarani1
Numero 33-34 - Anno 3
17 Novembre 2006
|

|
La Formazione all’Innovazione
“ Scienza è qualunque disciplina in cui uno
stupido della nuova generazione sa di
più del genio della generazione precedente”
Max Gluckman
In questi tempi difficili capita spesso di sentire persone che si appellano alla
“naturale creatività” italiana come ad una sicura ancora di salvezza di fronte alle
minacciose prospettive della concorrenza internazionale.
E di creatività si sente in effetti parlare nelle circostanze più varie e spesso a
sproposito: da un campionamento casuale, sembra prevalere l’idea che essere creativi
significhi essere visitati da una specie di daimon che romanticamente sussurra
all’orecchio della nostra mente frasi ispirate e idee sconvolgenti.
Ci vuole poco, dunque, ad essere creativi: basta chiudere gli occhi e fare un bel pensiero,
magari carico di ottimismo....
La realtà, purtroppo è molto diversa. Il mito tutto italiano che la creatività è figlia
dell’arte di arrangiarsi e quindi della felice improvvisazione individuale si scontra
brutalmente, una volta che si consideri la struttura dei processi cognitivi che
presiedono alla nascita delle idee creative, con una semplice constatazione:
l’idea creativa nasce più facilmente dal confronto di più intelligenze che
dall’intuizione isolata del singolo.
Anzi, il singolo può con grande facilità cacciarsi in un vicolo cieco nel quale è
prigioniero del suo modo personale di formulare un problema che può nascondergli la
strada verso la soluzione.
Ma perchè possa esserci un confronto di intelligenze su un problema, occorre avere a
che fare con un contesto sociale in cui sono in molti a pensare: occorre cioè una società
orientata alla produzione di conoscenza e non una società che deleghi a pochi creativi il
compito di far funzionare la testa.
E’ per questo che l’innovazione non può essere considerata solo un fatto tecnico,
un metodo rigido che determina il successo di un’idea, di un’intuizione, di una proposta,
è piuttosto il frutto di un’attitudine mentale, di una predisposizione psicologica che va
alimentata con la ricerca, il confronto, lo scambio di più punti di vista.
Alla base di questa convinzione, c’è, la mia ormai ventennale esperienza di formatore
per gli adulti, maturata nel corso di un’intensa attività che ha coinvolto e continua a
coinvolgere in presa diretta: intellettuali, ricercatori e manager di tutto il mondo.
Periodicamente, ho cercato di “aprire i cancelli” dell’impresa, verso altri mondi: il
giornalismo, la cultura accademica, la ricerca, al fine di creare un’osmosi fertile di idee,
creatività, proposte. La convinzione di fondo era, ed è, quella di un'organizzazione del
futuro che impara.
In ogni momento e' contemporaneamente un insieme di competenze, attitudini ed esperienze,
patrimonio di dirigenti e quadri; è un complesso sistema di informazioni sui propri prodotti,
sulla propria struttura interna e sulle proprie relazioni con il mondo economico esterno.
Le organizzazioni e i manager riconoscono oggi, la necessità di "sfidare" la complessità dei
cambiamenti in atto, focalizzandosi su nuove opportunità di crescita e competitività mediante
l'uso di strumenti formativi innovativi e diversificati.
Contemporaneamente, la globalizzazione e i processi di innovazione in atto nel business e
nella politica mondiale comportano una maggiore complessità di strategie e soluzioni da
adottare.
Nella mia attività ho cercato di creare, - facilitando una partecipazione attiva -, un
ampio network di aziende eccellenti che, cooperando e condividendo esperienze e conoscenze,
si arricchiscano di stimoli tali da promuovere, incrementare e garantire l'innovazione del
proprio business sul mercato.
Occuparsi di formazione degli adulti, comporta oggi una serie di iniziative, tra le quali:
- progettare e sviluppare programmi formativi disegnati sulle esigenze del Top e
Middle Management delle aziende, prevedendo un costante ed accurato monitoraggio
attraverso la costruzione di Forum Telematici interattivi volti ad avviare un
processo di formazione e innovazione continua;
- confrontarsi con le best practice europee per accelerare la dinamica del cambiamento.
Si tratta di conoscere ed imparare mediante confronti diretti, stage e seminari le
modalità organizzative attraverso le quali imprese ed istituzioni pubbliche e private
hanno ottenuto notevoli successi conciliando crescita economica, alti livelli di
protezione sociale e benessere diffuso;
- realizzare dei programmi interaziendali rivolti al Management delle medie e grandi
aziende, che stimolino gli scambi tra persone interessate ad essere attive protagoniste
della nuova economia, scegliendo di approfondire, discutere e confrontare la realtà
del proprio business e della propria organizzazione con la realtà dei cambiamenti
tangibili e latenti dell'attuale contesto socio-economico;
- prevedere la creazione di un network di persone che avvalendosi di tutti gli strumenti
ed i canali di comunicazione interna (intranet - forum- house organ – newsletter -
conventions - webcast - videoconferenze) contribuisce oltre che a condividere e
diffondere in tempo reale tutte le informazioni su progetti ed esperienze lavorative,
al fine di realizzare il knowledge management dell'innovazione.;
- organizzare conferenze, videoconferenze, seminari, incontri, eventi formativi
unici con esperti di fama internazionale al fine di facilitare la creazione di un
osservatorio ad hoc per i professional aziendali.
Mentre la nostra economia è in profonda trasformazione, alle imprese italiane mancano gli
specialisti, i gestori della complessità, i leader.
Ciò che più conta oggi, nella competizione globale, è la disponibilità di capitale umano,
di idee, di capacità innovativa, quella forza che consente di fare cose nuove secondo tecnologie
più avanzate e in tempi sempre più rapidi. Il motore di queste forze non sono le macchine, ma le
persone.
Persone brillanti, preparate, istruite, creative, persone che a differenza delle macchine, non
stanno ferme, ma si muovono e lo fanno in maniera crescente.
Credo che i nostri sforzi debbano sempre più essere orientati in questa direzione, è necessario
far tornare a respirare aria fresca alle nostre menti, così provate dall’atmosfera buia e stantia
dell’Italia di questi anni.
Riferimenti Bibliografici
Beck U., Lo sguardo cosmopolita, Carocci, Roma, 2005
Florida R., L' ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni, Mondadori, Milano, 2003
Panzarani R., (a cura di), Gestione e Sviluppo del Capitale Umano, Franco Angeli, Milano, 2004
Panzarani R., Il viaggio delle idee, Franco Angeli, Milano, 2005
Rogers, C., La terapia centrata sul cliente, Psycho, Firenze, 2000
Rogers, C., Un modo di essere. I più recenti pensieri dell'autore su una concezione di vita centrata sulla-persona, Psycho, Firenze, 2001
1Roberto Panzarani è Presidente dello Studio Panzarani & Associates e docente di
"Processi di Innovazione nelle organizzazioni" presso la Facoltà di Psicologia 2 dell'Università
La Sapienza di Roma.
Da molti anni opera nella formazione in Italia. E' stato tra l'altro responsabile della
formazione in Alitalia, dove ha fondato l'Alitalia Business School. E' stato Presidente
dell'A.I.F. (Associazione Italiana Formatori) e attualmente è Presidente di Governance
(Associazione per la promozione della conoscenza e delle competenze per l'esercizio delle
responsabilità direzionali). Studioso delle problematiche relative al capitale intellettuale
in contesti ad elevata innovazione e autore di svariate pubblicazioni, nel 1999 è stato
consulente per la Presidenza del Consiglio nella stesura del Master Plan per la Formazione.
Esperto di Business Innovation, attualmente si occupa dello sviluppo di programmi di
formazione manageriale per il top management delle principali aziende ed istituzioni italiane.
I suoi ultimi libri sono : “Gestione e sviluppo del Capitale Umano: le persone nel
bilancio dell’Intangibile di una organizzazione “ Ed. Franco Angeli 2004 e
“Il viaggio delle idee: per una governance dell’innovazione” Ed. Franco Angeli 2005.
www.robertopanzarani.it
|
Autore: Roberto Panzarani
Scarica questo articolo nel tuo computer

© 2006 Scienzaonline.com
|
|

|