» E-mail Scienzaonline.com
Organizzazione e complessità




  Home Page
  Redazione
  Contatti


powered by FreeFind

  Archivio
  Abbonamenti
  Autori
  Pubblicita




Utilità

 I Siti Web consigliati da Scienzaonline.com Link di Scienza
 Sfondi desktop Gratis per il tuo Pc Sfondi Desktop
 Programmi gratuiti per il tuo PC Programmi


Torna al Sommario degli articoli della Sezione

Articolo pubblicato il 17-02-2006
di Roberto Panzarani

Numero 25 - Anno 3
17 Febbraio 2006





Organizzazione e complessità: Intervista a Gianfranco Dioguardi

Gianfranco Dioguardi
Presidente della Fondazione Dioguardi, Professore Ordinario di Economia e Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Bari ha pubblicato diversi saggi di economia. Collabora alle pagine culturali de Il Sole 24 Ore.

In che modo devono evolversi i modelli organizzativi per affrontare la complessità dello scenario competitivo attuale?

La complessità di scenario comporta turbolenza tale da rendere difficile la programmazione del futuro, in particolare sul medio e lungo termine. È necessario, perciò, ricercare forme sempre nuove di flessibilità in ogni contesto organizzativo in grado di consentire adattamenti in tempo reale alle mutevoli condizioni ambientali.

Ciò significa cercare anche di far evolvere i modelli organizzativi verso una concezione allargata della qualità che possa costituire un costante valore aggiunto adatto a definire un concreto vantaggio competitivo sui difficili mercati globali. Il perseguimento della qualità, con la ricerca costante dell’eccellenza, devono fra l’altro portare a riconsiderare i prodotti da realizzare, interpretandoli come servizi da rendere ai clienti oramai da tenere in conto di veri e propri committenti cui assicurare prestazioni sempre più complesse e articolate.

Facendo leva sui knowledge worker - che l’era delle alte tecnologie ha introdotto in tutti i contesti aziendali - anche i prodotti realizzati devono diventare una sorte di knowledge products nei quali alla composizione materiali si deve sempre accompagnare una componente immateriale di conoscenza in grado di trasformare il prodotto in se e per se in un vero e proprio processo assimilabile a un servizio reso al cliente.

In un ambiente competitivo e in continuo cambiamento le organizzazioni si configurano sempre più come sistemi complessi, quali aspetti è necessario che gli imprenditori pianifichino?

È necessario che la pianificazione diventi sempre più strategica nel senso di essere strutturata in forme flessibili capaci di adattarsi costantemente, cambiando quindi in tempo reale sulla base delle mutevoli sollecitazioni di scenario. La pianificazione strategica che necessariamente si estende sul medio e lungo periodo, deve essere tale da condizionare “strategicamente” anche gli strumenti del controllo di gestione sul breve termine.

In sostanza, non soltanto i budget amministrativi di gestione devono diventare più flessibili, ma la stessa programmazione relativa a specifiche funzioni quali il marketing e le vendite e poi anche i programmi di produzione devono essere impostate strategicamente tenendo conto delle esigenze reali dei mercati.

In tal senso una grande lezione può essere acquisita ed estesa interpretando lo spirito organizzativo del “Toyotismo”, così come è stata pensato dal suo carismatico fondatore Taiichi Ohno. È, cioè, necessario imparare ad abituarsi a “pensare all’inverso”, considerando il processo produttivo come una operazione che dalle esigenze reali espresse a valle dai mercati proceda verso mente, imponendo le necessità di approvvigionamento da soddisfare possibilmente sempre “just in time”.

In che modo l’approccio scientifico innovativo può costituire una guida per il management nello sviluppare la leadership economica del nostro paese?

Le imprese, proprio per la turbolenza di scenario, devono necessariamente tornare a interpretare la definizione shumpeteriana per la quale sappiano diventare protagoniste di innovazione continua. L’esigenza microeconomica si trasferisce immediatamente in ambiti macroeconomici sul sistema imprenditoriale nazionale. Questo per mantenere competitività sui mercati globali deve essere in grado di esprimere innovazione in grado di conquistare sempre nuove aree di interesse.

L’innovazione deve essere interpretata a largo raggio, non legandola perciò esclusivamente ai prodotti, ma estendendola anche ai processi che su di essi si possono impostare per renderli sempre più “servizi” e poi alle stesse organizzazioni attraverso cui si realizza la gestione delle imprese. E tutto ciò può essere assicurato soltanto se si è in presenza di un adeguato approccio di ricerca e sviluppo che le istituzioni scientifiche della Nazione devono essere in grado di assicurare.

Autore: Roberto Panzarani




Scarica questo articolo nel tuo computer  
  

© 2005 Scienzaonline.com


Acquista il Cd-Rom di Scienzaonline
Acquista scienzaonline.com in Cd-Rom!

Elenco Materie

    Medicina
    Scienze Naturali
    Astronomia
    Paleontologia
    Archeologia
    Genetica
    Geologia
    Antropologia
    Matematica
    Fisica
    Chimica
    Epidemiologia
    Ambiente
    Malacologia
    Nucleare
    Tecnologia
    Etica
    Informatica
    Giochi e Rompicapi
    Eventi
    Sessuologia
    Botanica
    Zoologia


Link Partner

 Il Portale della Paleontologia Italiana Paleofox.com
 Agenzia Stampa Agenziastampa.org

   Autorizzazione del Tribunale di Roma n 293/2003 del 7/07/2003 Giornale a periodicità Mensile - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50
   Direttore Responsabile: Guido Donati