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Articolo pubblicato il 17-09-2006
di Carlo Smriglio e Paolo Mariottini
Numero 31-32 - Anno 3
17 Settembre 2006
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Una rilevante colonia di Eastonia rugosa (Helbling, 1799)
(Mollusca, Bivalvia, Mactridae) riscoperta per le coste laziali.
Fig. 1 - Eastonia rugosa (Helbling, 1799) – Valva destra, veduta esterna, Marina di San Nicola, coste laziali, spiaggiato, mm. 71 x 50.
Eastonia rugosa (Helbling, 1799) è un Mactridae Recente, conosciuto per il bacino
mediterraneo e segnalato anche per il Pliocene del Roero, Alba
(CAVALLO & REPETTO, 1992) e per il Quaternario di Montemario, Roma,
(CERULLI-IRELLI, 1907). La specie attualmente è distribuita in Mar Mediterraneo,
Algeria, Malaga e Gibilterra (MONTEROSATO, 1875), ed Oceano Atlantico, Spagna, Sud
Guinea, West Africa, Isole Canarie (POPPE & GOTO, 1993; GOMEZ RODRIGUEZ & PEREZ
SANCHEZ, 1997).
Fig.2 - E. rugosa (Helbling, 1799) – Valva destra, veduta interna, esemplare fig. 1.
Durante un’escursione lungo le coste sabbiose del litorale a nord di Roma nel mese
di gennaio 2006, esaminando il materiale spiaggiato, si sono potuti ritrovare molti
esemplari e numerosissime valve di Eastonia rugosa (Helbling, 1799) in discrete
condizioni conchigliari ed in ottimo stato di freschezza, tanto che vari esemplari
erano ancora provvisti di parti molli, cosa che ha fatto ipotizzare un recente
spiaggiamento, ed una provenienza batimetria superficiale.
Fig. 3 – E. rugosa (Helbling, 1799) – Valva sinistra, veduta esterna, Marina di San Nicola, coste laziali, spiaggiato, mm. 24 x 35. Esemplare teratologico.
Il ritrovamento è avvenuto lungo la spiaggia sabbiosa di Marina di San Nicola,
dove si verificano spesso importanti spiaggiamenti di altri bivalvi, fra i quali
diverse specie di Mactridae, come Lutraria lutraria (Linnè, 1758), Lutraria magna
(Da Costa, 1778), Mactra stultorum (Linnè, 1758), Spisula subtruncata (Da Costa, 1778);
questa apprezzabile presenza di rappresentanti della Famiglia testimonia fondali
composti da substrati sabbio-fangosi ideali allo sviluppo di importanti colonie di
questi molluschi.
Già nel 1979 si era reperita una valva di E. rugosa durante una campionatura sullo
spiaggiato di un tratto di costa sabbiosa fra Santa Severa e Santa Marinella, ma il
ritrovamento era stato sottovalutato, a causa della colorazione grigiastra del
campione, che faceva pensare che si trattasse di un (sub)fossile proveniente da
un possibile giacimento sommerso. Invece, probabilmente, si era in presenza dei
resti di un esemplare proveniente dalla popolazione oggetto della presente nota.
Fig. 4 – E. rugosa (Helbling, 1799) – Veduta ventrale, Marina di San Nicola, coste laziali, spiaggiato, mm. 21 x 30. Esemplare completo di parti molli disseccate.
Fra i numerosi individui reperiti, una interessante percentuale è composta da stadi
giovanili, di taglia compresa fra 20 e 35 mm; il restante lotto è formato da esemplari
che raggiungono i 60 mm di lunghezza, per concludere, con pochi soggetti che superano
i 70 mm. La morfologia conchigliare è poco variabile; le valve si presentano di
forma subovale, che in qualche caso diviene oblonga, e sono ricoperte da un periostraco
grigio marroncino, leggermente traslucido; una evidente costolatura assiale,
generatasi dall’umbone si irradia verso il bordo ventrale, maggiormente fitta e
più fine nella porzione posteriore, con interspazi più larghi nella zona centrale
delle valve, che lateralmente, nelle due aree terminali, si presentano prive di questa
caratteristica, evidenziando solo numerose strie di accrescimento.
Fig. 5 - E. rugosa (Helbling, 1799) – Esemplare dissezionato, veduta interna, Marina di San Nicola, coste laziali, spiaggiato, mm. 21 x 30.
L’animale è provvisto di due sifoni di colore rossiccio che fuoriescono dalla parte
anteriore, leggermente beante delle valve; il piede è robusto ma di taglia ridotta.
La popolazione reperita lungo le coste laziali è molto importante perché rappresenta
la sola ed unica colonia di E. rugosa vivente per l’Italia peninsulare e costituisce
parte della fauna di un biotopo interessantissimo al quale appartengono altri quattro
componenti della Famiglia.
Le segnalazioni di altri Autori forniscono dati su una distribuzione geografica
quasi puntiforme, confermando come la specie sia poco conosciuta da un punto di
vista zoogeografico, per cui la popolazione “italiana” aggiunge un ulteriore
conoscenza sull’areale di dispersione di questo bivalve.
Fig. 6 – E. rugosa (Helbling, 1799) – Un lotto di esemplari di varie dimensioni reperiti spiaggiati, Marina di San Nicola, coste laziali.
SISTEMATICA
Superfamiglia: Mactroidea Lamarck, 1809
Famiglia: Mactridae Lamarck, 1809
Sottofamiglia: Mactrinae Lamarck, 1809
Genere: Eastonia Gray J. E., 1853
RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo l’amico Maurizio Forli di Prato per il tempestivo aiuto bibliografico
e per l’invio di dati ed informazioni.
Bibliografia
CAVALLO O., REPETTO G., 1992 – Conchiglie fossili del Roero, Atlante iconografico, Associazione Naturalistica Piemontese Amici del Museo “F. Eusebio” di Alba. pp. 251, foto 711.
CERULLI-IRELLI S., 1907 - Fauna Malacologia Mariana, Paleonthographia Italica, vol. XV, pag. 16-213, tavv. XIII-XXIII.
GOMEZ RODRIGUEZ R. & PEREZ SANCHEZ J. M., 1997 – Moluscos bivalvos de Canarias, Ediciones del Cabildo Insular De Gran Canaria, pp. 425, 197 foto.
MONTEROSATO T. A., 1875 – Nuova rivista delle conchiglie mediterranee. Atti Acc. Pal. Sc. Lett. Arti, Palermo Sez. II, 5, pp. 50.
POPPE G., GOTO Y., 1993 – European seashells. Vol. II, Verlag Christa Hemmen, pp. 221, Tavv. 32.
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Autore: Carlo Smriglio & Paolo Mariottini
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