L'eredità dei Nuragici: nel sangue dei sardi lo scudo genetico che sconfigge la malaria

Francesco Defler 22 Feb 2026


Una millenaria guerra biologica ha lasciato una traccia indelebile nel DNA della Sardegna. Un team di scienziati del Cnr-Irgb e dell’Università di Sassari ha scoperto una variante genetica che funge da vera e propria "barriera" contro il parassita della malaria, aprendo prospettive inedite per la creazione di nuovi farmaci.

La scoperta: il gene CCND3 sotto la lente
Analizzando il profilo genetico di 7.000 volontari dell'Ogliastra (progetto SardiNIA), i ricercatori hanno individuato un mutamento specifico che influenza il gene CCND3, responsabile della produzione dei globuli rossi.

Il meccanismo d'azione:

La variante frena l'attività del gene.

I globuli rossi che ne derivano sono più grandi e biochimicamente diversi dal normale.

Queste cellule diventano una "trappola" mortale per il Plasmodium falciparum.

Una lezione dall'evoluzione sarda
Per secoli, la Sardegna è stata un campo di battaglia per la malaria. Chi possedeva questa variante sopravviveva più facilmente, trasmettendola ai figli.

"La nostra genetica è un archivio delle malattie del passato. Questa variante è un adattamento biologico selezionato dai secoli di convivenza con il parassita," spiega il coordinatore dello studio Francesco Cucca.

Sebbene questa mutazione sia nata in Europa dopo la migrazione dell'Homo Sapiens dall'Africa — e sia quindi assente nelle zone tropicali dove oggi la malaria uccide 600.000 persone l'anno — la sua efficacia è stata provata in laboratorio.

Come muore il parassita?
L'equipe guidata da Antonella Pantaleo ha infettato i globuli rossi "varianti" osservando un fenomeno straordinario: il parassita non solo smette di crescere, ma muore. Il segreto risiede in un aumento dello stress ossidativo all'interno della cellula, che crea un ambiente invivibile per l'invasore, in modo simile a quanto accade in chi soffre di deficit di G6PD (favismo). Questa scoperta non è solo una curiosità storica, ma un progetto per il futuro. L'obiettivo della scienza è ora quello di "copiare" la natura.

 

Ultima modifica il Venerdì, 20 Febbraio 2026 10:14
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