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Il cane nasce dal lupo 15.800 anni fa: lo rivela il DNA antico

Stefano Fantini 06 Apr 2026


Uno studio su Nature, con la partecipazione della Sapienza, ha portato alla luce le prove genetiche più antiche della domesticazione del cane, risalenti all'ultima era glaciale.


Un gruppo internazionale di scienziati, in cui figura anche l'Università La Sapienza, ha pubblicato su Nature una ricerca che riscrive la storia della domesticazione del cane. Grazie all'analisi del DNA estratto da reperti ossei, il team ha individuato tracce genetiche di cani in siti archeologici britannici e turchi databili tra 16.000 e 14.000 anni fa, nel Tardo Paleolitico superiore.
Era già noto che il cane discende dal lupo grigio e che la domesticazione fosse avvenuta durante l'ultima glaciazione.

Tuttavia, le testimonianze provenienti da contesti pre-agricoli erano scarse e difficili da interpretare: nelle fasi più precoci del processo, le ossa di cani e lupi erano praticamente identiche, e i cambiamenti comportamentali non lasciano alcuna traccia materiale. La ricerca avanza anche l'ipotesi che i cani siano stati scambiati tra comunità culturalmente e geneticamente diverse, come i gruppi epigravettiani e magdaleniani europei.


A differenza degli studi precedenti, basati su frammenti di DNA e misurazioni morfologiche, questo lavoro — condotto da ricercatori appartenenti a 17 istituzioni — ha ricostruito genomi completi a partire da resti di età superiore ai 10.000 anni. I materiali provengono dalla Grotta di Gough, nel Regno Unito, e dal sito di Pınarbaşı, in Turchia. I genomi ottenuti sono stati poi messi a confronto con quelli di oltre mille cani e lupi, sia viventi che antichi, raccolti in ogni parte del mondo.
Le analisi hanno confermato la natura canina dei resti esaminati, anticipando di oltre cinquemila anni la più antica attestazione diretta dell'animale. Un riesame dei dati già disponibili ha inoltre suggerito che i cani fossero già diffusi tra i cacciatori-raccoglitori europei verso la fine dell'era glaciale.


Sul piano genealogico, i risultati mostrano che gli individui di Gough's Cave e Pınarbaşı erano più affini agli antenati delle razze europee e mediorientali odierne — come il boxer e il saluki — che non alle razze artiche quali l'husky siberiano. Questo indica che le principali linee di discendenza dei cani attuali si erano già delineate nel Paleolitico superiore.
«Il contributo della Sapienza — spiega Dušan Borić del Dipartimento di Biologia ambientale, fra gli autori dello studio — riguarda le evidenze della presenza di cani presso le comunità mesolitiche di cacciatori-raccoglitori-pescatori nei siti di Vlasac e Padina, nelle gole del Danubio tra Serbia e Romania. Le analisi genetiche restituiscono una prospettiva di lungo periodo sulla storia del cane in Eurasia, suggerendo una relazione millenaria e tutt'altro che semplice tra uomini e animali».

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