Attualità (3)

La valle del Trishuli a nord-ovest di Kathmandu prima e dopo la piena, nelle immagini in colori naturali del satellite Copernicus Sentinel-2 del 12 agosto (a sinistra) e del 27 agosto 2026 (a destra), il giorno dopo l’evento: il fiume, da filo chiaro, è diventato una fascia di fango larga la valle. Le due immagini diffuse dall’ESA sono state affiancate dalla redazione, che ha aggiunto le date sotto ciascuna.
Contains modified Copernicus Sentinel data (2026), processed by ESA — licenza da riportare come indicata sulla pagina ESA dell’immagine. Fonte: https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2026/08/Sentinel-2_captures_before_and_after_Nepal_flash_flood
Il 26 agosto un fiume del Nepal è salito di nove metri in mezz’ora, e non era piovuto. La colata è partita da un ghiacciaio a cinquemila metri, venti chilometri più in alto. Le ricostruzioni non concordano sui tempi, il bilancio supera i milletrecento morti, e la registrazione ravvicinata del crollo viene da una stazione sismica italiana sotto l’Everest.
Alle 8:37 del 26 agosto, ora del Nepal, il Servizio geologico degli Stati Uniti registra un terremoto di magnitudo 4.4 a 55 chilometri a nord-ovest di Kodari. Poche ore dopo lo cancella. Non era un terremoto. Era una montagna che cadeva. La magnitudo viene rivista a 5.2 e l’evento riclassificato come frana.
A quell’ora il Trishuli sale di nove metri in trenta minuti, secondo i funzionari nepalesi. Al capoluogo del distretto di Rasuwa quella mattina non era piovuto. La colata arriva al valico di Rasuwagadhi verso le 9, a Timure alle 9:15, a Betrawati alle 9:20. Porta ghiaccio, massi, fango. Cancella il posto di frontiera di Gyirong sul lato cinese, spazza Timure e Syabrubesi, scende nel Bhotekoshi e poi nel Trishuli. Il Dipartimento delle strade conta subito 19 ponti e 40 chilometri di strada. Il rapporto rapido dell’IRDR dirà più di 30 ponti e 748 megawatt di potenza idroelettrica colpiti. I corpi vengono recuperati fino a Chitwan e Nawalparasi, e oltre.
Il Tribunale dell’Aquila ha disposto il rientro a tappe dei tre figli di Palmoli, fuori casa da dieci mesi. In Italia oltre trentacinquemila minori vivono fuori dalla famiglia di origine, e per ogni tre in una famiglia affidataria quattro stanno in comunità. La ricerca dice quando l’allontanamento aiuta e quando no. Nessuno, in Italia, conta chi esce.

Bambini reclusi con la madre nei nidi delle carceri e negli istituti a custodia attenuata per detenute madri, Italia, 1º gennaio 2025 – 31 agosto 2026. Elaborazione di Scienzaonline su dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, come riportati dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, 4 settembre 2025 e 4 settembre 2026. Grafico prodotto in redazione: i dati numerici non sono coperti da copyright.

Le violenze sessuali in Italia sono ai massimi. Per la prima volta, per due anni di seguito, i minorenni stranieri denunciati superano gli italiani. I numeri dicono dove guardare. E dove no.
Venerdì 4 settembre, verso le cinque del pomeriggio, una bambina di sei anni camminava con la madre nel parco di San Donnino, a Bologna. Cinque bambini le si sono avvicinati. La madre si è distratta un attimo. Quando si è voltata, la figlia era a terra e i cinque scappavano. Calci alle gambe. La bambina è stata visitata al Sant'Orsola e rimandata a casa. La madre ha detto alla polizia di non averli mai visti. Ha dato una descrizione sommaria: tra i sei e i dieci anni. Nessuno è stato identificato. Se lo saranno, non sono imputabili.
La storia ha fatto il giro dei giornali in un giorno. Il Garante per l'infanzia l'ha definita inaudita. Un partito ha chiesto più pattuglie. Un'associazione di docenti ha chiesto di non chiamare baby gang cinque bambini di otto anni. Tutti avevano una parola per l'aggressione. Nessuno aveva un numero.

