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La chimica che potenzia l'RNA: due gruppi metile moltiplicano l'efficienza dei ribozimi

Alessia Di Gioacchino 07 Set 2026


Aggiungere una manciata di atomi può trasformare radicalmente la risposta di una struttura biologica. Lo conferma un'indagine pubblicata su Nature Communications, esito della cooperazione tra l'Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iom) e partner internazionali. La ricerca chiarisce per quale motivo due minime modifiche chimiche riescano ad aumentare fino a quindici volte l'efficacia di un ribozima, un filamento di RNA in grado di fungere da catalizzatore biologico per l'editing e la modificazione delle basi.

L'attività di studio è stata supportata dai fondi del PNRR all'interno del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA, vedendo la sinergia tra la squadra del Cnr-Iom e il laboratorio dell'Università di Würzburg coordinato da Claudia Höbartner.

Il ruolo dei gruppi metile nella struttura molecolare
A differenza delle molecole di RNA impiegate nel trasporto o nella regolazione genetica, i ribozimi agiscono come veri e propri enzimi. Svilupparli da zero resta un'operazione complessa, in quanto i modelli sintetici mostrano spesso una resa limitata.

L'attenzione degli scienziati si è concentrata sul ribozima sintetico MTR1, le cui prestazioni migliorano significativamente con l'inserimento di due gruppi metile (formati ciascuno da un atomo di carbonio e tre di idrogeno) in posizioni ben definite.

L'analisi tridimensionale e le simulazioni computazionali a livello atomico condotte dal team hanno svelato la funzione di queste modifiche:

Irrigidimento della struttura: I due gruppi metile non prendono parte attiva alla trasformazione chimica, ma riducono la flessibilità del ribozima.

Ottimizzazione spaziale: Bloccando l'RNA in una conformazione rigida, gli atomi necessari alla catalisi restano stabilmente orientati nella posizione corretta, rendendo il processo chimico più rapido ed efficace.

Sviluppi applicativi e teoria sull'origine della vita
Come illustrato dai ricercatori Jana Aupic ed Alessandra Magistrato del Cnr-Iom, la comprensione di questo principio architetturale fornisce linee guida precise per la progettazione di biocatalizzatori artificiali da impiegare nelle biotecnologie e nelle terapie a RNA.

Inoltre, il meccanismo individuato offre un valido supporto alla ipotesi del mondo a RNA. Questo modello teorico sull'origine delle prime forme biologiche sostiene che, prima della comparsa delle proteine, fossero proprio le molecole di RNA a catalogare le informazioni e ad accelerare le reazioni primordiali. Dimostrare come impercettibili variazioni chimiche potessero incrementare le capacità reattive dell'RNA aiuta a delineare i passaggi evolutivi che hanno preceduto la vita sulla Terra.

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