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Dai fondali marini alla medicina: un piccolo invertebrato svela come l'elettricità "parla" ai geni
05 Mar 2026 Scritto da Carlo Rossini
Un’importante ricerca condotta dalle Università di Padova e Milano (Statale) ha aperto una nuova frontiera nello studio della neuromodulazione. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurobiology of Disease, ha analizzato gli effetti della stimolazione elettrica a corrente continua (DCS) sul Botryllus schlosseri, un comune tunicato marino.
Nonostante la distanza evolutiva apparente, questi organismi sono i parenti più stretti dei vertebrati e condividono con l’uomo meccanismi genetici fondamentali, rendendoli modelli perfetti per studiare l'invecchiamento cerebrale e le malattie neurodegenerative.
Cuore: scoperta la "chiave" per rigenerare i tessuti dopo un infarto
27 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Un team internazionale coordinato dall'Università di Bologna e dall'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola ha identificato un freno ormonale che impedisce al cuore di ripararsi. Rimuovendolo, le terapie rigenerative diventano drasticamente più efficaci.
Perché il cuore non si ripara da solo?
A differenza di altri organi, il cuore dei mammiferi perde la capacità di rigenerarsi quasi subito dopo la nascita. Quando i cardiomiociti (le cellule muscolari cardiache) muoiono a causa di un infarto, di un'infiammazione o di farmaci tossici, non vengono sostituiti da nuove cellule sane, ma da una cicatrice rigida (tessuto fibrotico).
Questo processo porta inevitabilmente all'insufficienza cardiaca: il cuore non ha più la forza necessaria per pompare il sangue in tutto il corpo.
Nanoplastiche e fertilità: scoperto il legame che minaccia il sistema ormonale
21 Feb 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un nuovo studio internazionale, guidato dall'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università di Torino e la Queen Mary University of London, rivela come le particelle microscopiche di plastica possano infiltrarsi nei neuroni responsabili della nostra capacità riproduttiva. La ricerca, pubblicata sulla rivista Small, suggerisce che queste sostanze agiscano come pericolosi interferenti endocrini.
Il bersaglio: i neuroni della pubertà
Al centro dell'indagine ci sono i neuroni GnRH, le cellule cerebrali che orchestrano l'inizio della pubertà e regolano la fertilità attraverso il rilascio di ormoni specifici.
Utilizzando modelli cellulari avanzati (GT1-7 e GN11), i ricercatori hanno osservato un fenomeno inquietante: le nanoplastiche riescono a varcare la membrana cellulare, alterando profondamente il comportamento dei neuroni:
Blocco della migrazione: Nei neuroni immaturi (fondamentali durante lo sviluppo fetale), le particelle riducono la capacità di spostarsi verso la loro sede corretta.
Alterazione ormonale: Nei neuroni maturi, la plastica interferisce con la normale secrezione degli ormoni necessari alla riproduzione.
SMA: la malattia inizia già nel grembo. La svolta dagli "avatar" cerebrali
20 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Uno studio italiano basato su organoidi rivela che l'Atrofia Muscolare Spinale altera lo sviluppo del sistema nervoso ben prima della nascita.
L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) non è "solo" una malattia degenerativa che colpisce i motoneuroni dopo la nascita, ma un disturbo che affonda le sue radici nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. A rivelarlo è una ricerca d’eccellenza pubblicata su Nature Communications, frutto della sinergia tra l’Università Statale di Milano (Centro Dino Ferrari), Humanitas University, il Policlinico Ca' Granda e la Columbia University.
Glioblastoma: la Metformina come nuova arma contro il tumore cerebrale
19 Feb 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Uno studio dell'Università Statale di Milano svela come il farmaco antidiabetico possa colpire selettivamente le cellule staminali tumorali.
Una ricerca tutta italiana promette di rivoluzionare l'approccio terapeutico al glioblastoma, la forma di cancro al cervello più aggressiva e difficile da trattare. Lo studio, pubblicato sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, ha individuato il meccanismo molecolare con cui la metformina — farmaco pilastro nella cura del diabete di tipo 2 — riesce a contrastare la progressione tumorale.
Individuato un nuovo potenziale bersaglio terapeutico in una delle forme più aggressive di tumore al seno
12 Feb 2026 Scritto da Università di Roma La Sapienza
Uno studio coordinato dalla Sapienza ha scoperto il ruolo chiave di una proteina che si comporta come “interruttore molecolare” capace di controllare sia la quantità che l’attività delle proteine che guidano la crescita tumorale. I risultati pubblicati sulla rivista Cell Death & Differentiation.
Uno studio coordinato dalla Sapienza pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del gruppo Nature ha individuato nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. Questa patologia tende ad avere una progressione molto rapida e può ripresentarsi a distanza di tempo, nonostante le terapie farmacologiche.
Cervello in 3D: i nanofili di vetro che svelano i segreti degli astrociti
10 Feb 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un'alleanza scientifica tra Italia e Stati Uniti ha dato vita a una tecnologia rivoluzionaria per osservare le cellule cerebrali come mai prima d'ora. Grazie all'uso di nanofili trasparenti e imaging 3D avanzato, i ricercatori sono riusciti a ricostruire in laboratorio il comportamento naturale degli astrociti, aprendo nuove strade per combattere le malattie neurodegenerative.
Lo studio, coordinato dal Cnr (istituti Imm e Isof) in collaborazione con la Johns Hopkins University, è stato pubblicato sulla rivista Advanced Science.
La sfida: far sentire le cellule "a casa"
Gli astrociti sono cellule fondamentali per il supporto dei neuroni. Tuttavia, quando vengono coltivati in laboratorio sui tradizionali vetrini piatti, tendono ad appiattirsi e perdere la loro forma originale. È un po' come cercare di studiare il comportamento di un leone osservandolo in una gabbia stretta: i dati ottenuti non sono realistici.
Alzheimer: la nuova speranza arriva da una molecola che "allena" le difese del cervello
09 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Un innovativo studio italiano, pubblicato il 5 febbraio 2026 sul Journal of Neuroinflammation, propone un cambio di paradigma nella lotta all'Alzheimer. Invece di limitarsi a colpire le placche tossiche, la ricerca suggerisce di potenziare il "sistema di pulizia" interno del cervello.
La scoperta è frutto di un coordinamento dell'Istituto di chimica biomolecolare del Cnr (Cnr-Icb) di Pozzuoli, in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli, il Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Santa Lucia.
Trigliceridi alti? Il vero colpevole non è solo il grasso
06 Feb 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Spesso associamo i trigliceridi esclusivamente ai cibi unti o pesanti. Tuttavia, la scienza moderna ci rivela una realtà diversa: per riportare i valori nella norma, tagliare i grassi è solo metà dell'opera. Il vero segreto risiede nella gestione degli zuccheri e dello stile di vita globale.
Cosa sono i trigliceridi e perché ci servono
I trigliceridi sono la principale tipologia di lipidi (grassi) presente nel nostro corpo e negli alimenti. Immagazzinati nel tessuto adiposo, fungono da preziosa scorta energetica. Il problema sorge quando il loro livello nel sangue supera le soglie di sicurezza, diventando un fattore di rischio per il cuore e il metabolismo.
Parkinson: l'immunoterapia potrebbe fermare la perdita di neuroni
03 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Uno studio dell'Università Autonoma di Barcellona rivela come il sistema immunitario del cervello "si confonda" e attacchi le cellule sane, aprendo la strada a nuove strategie di cura.
La lotta contro il Parkinson segna un punto a favore della ricerca. Gli scienziati dell'Institut de Neurociències della UAB hanno scoperto che la degenerazione neuronale non è solo un processo passivo, ma è attivamente accelerata da un errore del nostro sistema immunitario. La ricerca suggerisce che, bloccando questa reazione anomala, potremmo essere in grado di salvare i neuroni ancora funzionali.
Microglia: da "spazzini" a "carnefici"
Il Parkinson è causato dalla morte progressiva dei neuroni dopaminergici nella substantia nigra del cervello. In questo processo, un ruolo chiave è giocato dalla microglia, l'esercito di cellule immunitarie che protegge il sistema nervoso.
Normalmente, la microglia agisce come un servizio di pulizia, eliminando detriti e cellule morte. Tuttavia, lo studio pubblicato su npj Parkinson’s Disease rivela che nel cervello dei pazienti:
La microglia diventa iper-reattiva.
Sulla superficie di queste cellule aumenta drasticamente la densità di particolari recettori chiamati Fc gamma.
L'errore fatale: il neurone sano viene "mangiato"
Il problema risiede proprio nei recettori Fc gamma. In condizioni di malattia, questi sensori identificano erroneamente come "danneggiati" i neuroni che sono in realtà ancora vivi e funzionanti.
Quando il recettore scatta, attiva una proteina chiamata Cdc42, che modifica la forma della microglia permettendole di avvolgere il neurone e letteralmente divorarlo (un processo noto come fagocitosi).
Una nuova speranza: bloccare l'attacco
Il team guidato da Carlos Barcia ha testato due soluzioni su modelli animali e cellulari, ottenendo risultati straordinari:
Immunoterapia: L'uso di anticorpi per bloccare i recettori Fc gamma.
Inibizione farmacologica: L'uso di sostanze per disattivare la proteina Cdc42.
Entrambi gli approcci hanno ridotto drasticamente la perdita di neuroni dopaminergici, proteggendoli anche in presenza di una forte infiammazione. "Questi risultati suggeriscono che l'immunoterapia potrebbe agire come uno scudo, rallentando la progressione della malattia e preservando la funzionalità dei neuroni rimasti", spiega Barcia.
Verso il futuro della terapia
Questa scoperta sposta l'attenzione dalla sola cura dei sintomi alla protezione attiva del cervello. Regolare la "fame" della microglia attraverso farmaci mirati potrebbe diventare la chiave per trasformare il Parkinson da una malattia inarrestabile a una condizione gestibile.

