Il ruolo chiave della proteina BVRA
Al centro di queste dinamiche i ricercatori hanno identificato il calo dei livelli della Biliverdin Reduttasi A (BVRA). Questa proteina gioca un ruolo cruciale nella regolazione della risposta all'insulina e nel metabolismo energetico delle cellule, aiutandole ad adattarsi allo stress provocato dall'alimentazione. La sua riduzione compromette la funzione dei mitocondri e il bilancio energetico del cervello, innescando meccanismi del tutto simili a quelli osservati nel declino cognitivo legato all'invecchiamento e in malattie come l'Alzheimer.
Effetti a lungo termine e differenze di genere
Lo studio porta alla luce due ulteriori elementi di grande rilievo:
Persistenza dei danni: Il ripristino di una dieta bilanciata dopo il periodo iperlipidico non cancella del tutto le alterazioni prodotte. Alcune modificazioni funzionali e metaboliche permangono o mostrano soltanto un recupero parziale, con risposte disomogenee a seconda delle diverse aree cerebrali analizzate.
Vulnerabilità legata al sesso: La risposta allo stress nutrizionale e la capacità di recupero differiscono tra i sessi. A parità di regime alimentare, il cervello femminile ha mostrato una maggiore sensibilità e vulnerabilità agli impatti negativi della dieta ricca di grassi.
«Il dato più rilevante del nostro studio è che il cervello mostra alterazioni metaboliche prima ancora che si sviluppino patologie sistemiche come obesità, diabete o insulino-resistenza. Questo indica che gli effetti di una dieta ricca di grassi sul cervello iniziano molto prima di quanto si possa pensare», spiega il coordinatore dello studio Eugenio Barone. «Comprendere questi eventi precoci è particolarmente importante perché coinvolgono meccanismi metabolici che ritroviamo alterati anche nell’invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative e potrebbe quindi aiutarci a individuare nuove strategie di prevenzione e protezione della salute cerebrale».
Riferimenti dello studio
Biliverdin reductase A deficiency reveals sex- and brain region-specific vulnerability to high-fat diet feeding, pubblicato su Redox Biology (2026).
Autori: Simona Lanzillotta, Valeria Sommella, Barbara Zulli, Anna Picca, Riccardo Calvani, Sara Pagnotta, Gabriele Paolozzi, Mathilde Charlier, Emanuele Marzetti, Flavia Agata Cimini, Maria Gisella Cavallo, Bindu D. Paul, D. Allan Butterfield, Fabio Di Domenico, Marzia Perluigi, Antonella Tramutola, Eugenio Barone. DOI: 10.1016/j.redox.2026.104404

