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Alimentazione e salute mentale: la dieta ricca di grassi danneggia il cervello prima di obesità e diabete

Alessia Di Gioacchino 28 Set 2026


 

Un'alimentazione ad alto contenuto lipidico può alterare il metabolismo cerebrale e la memoria in poche settimane, anticipando la comparsa di patologie metaboliche come l'obesità e il diabete. A rivelarlo è un'indagine coordinata da Eugenio Barone, docente presso il Dipartimento di Scienze Biochimiche Alessandro Rossi-Fanelli della Sapienza Università di Roma, pubblicata sulla rivista scientifica Redox Biology.

Se era già noto che l'obesità costituisca un rilevante fattore di rischio per declino cognitivo, patologie neurodegenerative e diabete, i processi molecolari che ne anticipano le prime manifestazioni non erano ancora stati del tutto chiariti. Il contributo innovativo della ricerca risiede proprio nell'aver individuato una finestra temporale precoce in cui il cervello risulta vulnerabile allo stress metabolico, prima ancora che insorgano la classica insulino-resistenza cerebrale o i disturbi sistemici.

Il ruolo chiave della proteina BVRA

Al centro di queste dinamiche i ricercatori hanno identificato il calo dei livelli della Biliverdin Reduttasi A (BVRA). Questa proteina gioca un ruolo cruciale nella regolazione della risposta all'insulina e nel metabolismo energetico delle cellule, aiutandole ad adattarsi allo stress provocato dall'alimentazione. La sua riduzione compromette la funzione dei mitocondri e il bilancio energetico del cervello, innescando meccanismi del tutto simili a quelli osservati nel declino cognitivo legato all'invecchiamento e in malattie come l'Alzheimer.

Effetti a lungo termine e differenze di genere

Lo studio porta alla luce due ulteriori elementi di grande rilievo:

Persistenza dei danni: Il ripristino di una dieta bilanciata dopo il periodo iperlipidico non cancella del tutto le alterazioni prodotte. Alcune modificazioni funzionali e metaboliche permangono o mostrano soltanto un recupero parziale, con risposte disomogenee a seconda delle diverse aree cerebrali analizzate.

Vulnerabilità legata al sesso: La risposta allo stress nutrizionale e la capacità di recupero differiscono tra i sessi. A parità di regime alimentare, il cervello femminile ha mostrato una maggiore sensibilità e vulnerabilità agli impatti negativi della dieta ricca di grassi.

«Il dato più rilevante del nostro studio è che il cervello mostra alterazioni metaboliche prima ancora che si sviluppino patologie sistemiche come obesità, diabete o insulino-resistenza. Questo indica che gli effetti di una dieta ricca di grassi sul cervello iniziano molto prima di quanto si possa pensare», spiega il coordinatore dello studio Eugenio Barone. «Comprendere questi eventi precoci è particolarmente importante perché coinvolgono meccanismi metabolici che ritroviamo alterati anche nell’invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative e potrebbe quindi aiutarci a individuare nuove strategie di prevenzione e protezione della salute cerebrale».

Riferimenti dello studio

Biliverdin reductase A deficiency reveals sex- and brain region-specific vulnerability to high-fat diet feeding, pubblicato su Redox Biology (2026).

Autori: Simona Lanzillotta, Valeria Sommella, Barbara Zulli, Anna Picca, Riccardo Calvani, Sara Pagnotta, Gabriele Paolozzi, Mathilde Charlier, Emanuele Marzetti, Flavia Agata Cimini, Maria Gisella Cavallo, Bindu D. Paul, D. Allan Butterfield, Fabio Di Domenico, Marzia Perluigi, Antonella Tramutola, Eugenio Barone. DOI: 10.1016/j.redox.2026.104404

Ultima modifica il Lunedì, 28 Settembre 2026 09:35
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