Stampa questa pagina

Biologia molecolare: scoperto il "semaforo" che decide la sorte e la maturazione delle proteine

Francesco Defler 25 Lug 2026


Uno studio coordinato dalla Statale di Milano, in collaborazione con il CNR-Nanotec e il Baylor College of Medicine, individua un meccanismo precoce di controllo cellulare. La scoperta, apparsa su Cell Reports, apre nuove strade per comprendere tumori e malattie congenite rare.

Una ricerca scientifica internazionale guidata dal professor Thomas Vaccari, del Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano, ha portato alla luce un meccanismo finora sconosciuto che governa il destino delle proteine e la comunicazione intercellulare. Lo studio — condotto insieme al gruppo del dottor Antonio Galeone del CNR-Nanotec di Lecce (nell'ambito del centro congiunto Tecnomed Puglia) e al professor Hamed Jafar-Nejad del Baylor College of Medicine di Houston — è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Reports.

I ricercatori hanno identificato un vero e proprio "checkpoint" molecolare precoce: un punto di controllo che stabilisce sin dalle prime fasi se una proteina è idonea a completare il proprio percorso o se debba essere trattenuta dentro la cellula.

Il ruolo chiave di TUSC3 e la N-glicosilazione
All'interno del reticolo endoplasmatico, le proteine destinate all'esterno o alla membrana cellulare vanno incontro alla N-glicosilazione, un processo fondamentale in cui vengono integrati degli zuccheri per garantirne stabilità, corretto ripiegamento e funzionalità.

La ricerca ha dimostrato che la proteina TUSC3 gioca un ruolo cruciale in questa catena. Agendo come un varco decisionale, TUSC3 permette alle proteine di superare una fase delicata della loro formazione. Quando questa proteina manca, le altre rimangono bloccate in un punto intermedio, rischiano di diventare insolubili e tendono ad accumularsi nella cellula, provocando potenziali danni organici.

Per testare la scoperta, il team ha analizzato la proteina segnale BMP4, fondamentale per la comunicazione cellulare e lo sviluppo dei tessuti embrionali. I dati hanno confermato che:

In assenza di TUSC3, la proteina BMP4 resta imprigionata nel reticolo endoplasmatico, riducendo drasticamente la trasmissione dei segnali tra cellule.

Aumentando i livelli di TUSC3, si incrementa la secrezione di BMP4 e il segnale biologico si rafforza.

Le verifiche condotte sia su modelli di mammifero sia sul moscerino della frutta (Drosophila) confermano che questo meccanismo si è conservato immutato lungo la catena evolutiva, testimoniandone l'importanza primaria. Si tratta di uno stadio di "controllo qualità" estremamente precoce, che agisce prima ancora dei sistemi di sorveglianza cellulare già noti.

Prospettive per la salute e la medicina
La scoperta offre risvolti di grande rilievo clinico. Le mutazioni a carico del gene TUSC3 sono infatti già note per essere legate a forme di disabilità intellettiva e a rare malattie congenite della glicosilazione. Comprendere questo snodo permette di guardare sotto una nuova luce le alterazioni dello sviluppo presenti in questi pazienti. Inoltre, dato il coinvolgimento di TUSC3 in diverse patologie oncologiche, lo studio promette di chiarire il legame tra controllo di qualità proteico e progressione dei tumori.

Come sottolinea il professor Thomas Vaccari (UniMi), l'identificazione di questo passaggio inatteso rappresenta un punto di svolta per capire come le cellule decidono la maturazione delle loro molecole e regolano la comunicazione reciproca.

Il dottor Antonio Galeone (CNR-Nanotec/Tecnomed Puglia) evidenzia infine come la glicosilazione non vada intesa come un semplice ritocco strutturale, ma come un autentico "codice funzionale" capace di guidare la maturazione e l'interazione delle proteine con l'ambiente circostante, offrendo preziose chiavi di lettura per diverse patologie.

Vota questo articolo
(0 Voti)