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Un nuovo studio internazionale, guidato dall'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università di Torino e la Queen Mary University of London, rivela come le particelle microscopiche di plastica possano infiltrarsi nei neuroni responsabili della nostra capacità riproduttiva. La ricerca, pubblicata sulla rivista Small, suggerisce che queste sostanze agiscano come pericolosi interferenti endocrini.

Il bersaglio: i neuroni della pubertà
Al centro dell'indagine ci sono i neuroni GnRH, le cellule cerebrali che orchestrano l'inizio della pubertà e regolano la fertilità attraverso il rilascio di ormoni specifici.

Utilizzando modelli cellulari avanzati (GT1-7 e GN11), i ricercatori hanno osservato un fenomeno inquietante: le nanoplastiche riescono a varcare la membrana cellulare, alterando profondamente il comportamento dei neuroni:

Blocco della migrazione: Nei neuroni immaturi (fondamentali durante lo sviluppo fetale), le particelle riducono la capacità di spostarsi verso la loro sede corretta.

Alterazione ormonale: Nei neuroni maturi, la plastica interferisce con la normale secrezione degli ormoni necessari alla riproduzione.

Pubblicato in Medicina

 

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