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News tips:

please read this interesting article by 30 October 2013 on Nature

Capturing the fingerprint of Etna volcano activity in gravity and satellite radar data

Ciro Del Negro, Gilda Currenti, Giuseppe Solaro, Filippo Greco, Antonio Pepe, Rosalba Napoli, Susi Pepe, Francesco Casu & Eugenio Sansosti

Long-term and high temporal resolution gravity and deformation data move us toward a better understanding of the behavior of Mt Etna during the June 1995 – December 2011 period in which the volcano exhibited magma charging phases, flank eruptions and summit crater activity. Monthly repeated gravity measurements were coupled with deformation time series using the Differential Synthetic Aperture Radar Interferometry (DInSAR) technique on two sequences of interferograms from ERS/ENVISAT and COSMO-SkyMed satellites. Combining spatiotemporal gravity and DInSAR observations provides the signature of three underlying processes at Etna: (i) magma accumulation in intermediate storage zones, (ii) magmatic intrusions at shallow depth in the South Rift area, and (iii) the seaward sliding of the volcano's eastern flank. Here we demonstrate the strength of the complementary gravity and DInSAR analysis in discerning among different processes and, thus, in detecting deep magma uprising in months to years before the onset of a new Etna eruption....

http://www.nature.com/srep/2013/131030/srep03089/full/srep03089.html




Pubblicato in Scienceonline

Utilizzati per la prima volta dati satellitari e misure al suolo allo scopo di evidenziare le possibili risalite di magma che ‘annunciano’ l'attività eruttiva all’Etna. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature

L’utilizzo congiunto di dati satellitari e misure al suolo aiuta ad evidenziare le possibili risalite di magma precedenti la ripresa dell'attività eruttiva all’Etna. E’ quanto riporta uno studio nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature.
Capire la struttura interna di un vulcano e il suo funzionamento è uno degli obiettivi principali degli studi vulcanologici.

Pubblicato in Ambiente

Far ascoltare musica al proprio bambino quando è ancora nel pancione aiuta lo sviluppo del suo udito. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su PLoS One da un gruppo di ricercatori dell'Università di Helsinki (Finlandia), secondo cui i piccoli riescono a riconoscere le melodie ascoltate nel ventre materno almeno fino a 4 mesi dopo la nascita.

Lo studio che ha permesso queste scoperte ha previsto di dividere le donne incinte che vi hanno partecipato in due gruppi. Al primo è stato chiesto di far ascoltare al bimbo nel pancione, durante tutto l'ultimo trimestre di gravidanza, una celebre ninnananna (Twinkle twinkle little star) per 5 volte alla settimana. Alle altre donne è stato invece chiesto di non far ascoltare al bambino musica durante lo stesso periodo.

Dopo la nascita e quando i bambini hanno compiuto 4 mesi d'età i ricercatori hanno misurato la loro attività cerebrale mentre ascoltavano la ninnananna o una sua versione leggermente modificata.

 

Pubblicato in Medicina

È un vero e proprio manifesto quello lanciato da Giovanni Bignami ed altri scienziati e che ha trovato attenzione nella stessa Presidente della RAI, Anna Maria Tarantola. La tv pubblica sembra riappropriarsi di un proprio ruolo educativo promuovendo un canale RAI Cultura. E ora ha anche l'occasione di sancire la fine di una divisione culturale, che non ha ragione di essere, tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche, creando un canale, grazie alle frequenze del digitale, dedicato alla scienza, una RAI Scienza.

Un canale che sappia coniugare la correttezza dell'informazione scientifica con la necessaria capacità di interessare il pubblico, proprio come si propone di fare l'emittente pubblica con RAI Cultura.

 

Pubblicato in Eventi

 

 

 

 

 

In un Workshop in programma il prossimo 28 novembre all’Archivio Storico di Torino, EnginSoft, tra le aziende italiane con maggiore esperienza nella simulazione manufatti prodotti con materiali ibridi di ultima generazione, presenterà le applicazioni delle moderne tecnologie di simulazione per il miglioramento continuo dei materiali più innovati nei trasporti e nel campo aerospaziale, bellico, impiantistico, sportivo e medico.

Bergamo, 26 novembre 2013 - Se oggi i caschi consentono di sopportare urti e a smorzare energie un tempo devastanti a fronte di un peso decisamente ridotto è merito del lavoro di sviluppo realizzato negli ultimi anni sui materiali compositi o ibridi. Così denominati perché realizzati dall’accoppiamento di più materiali di base, i “costituenti”, sono dotati di proprietà meccaniche elevate in relazione al loro peso e per questo largamente impiegati nelle applicazioni dove la leggerezza è cruciale, dalla costruzione degli autoveicoli e dei loro accessori, alle industrie aerospaziale e bellica, dove si utilizzano questi materiali per realizzare le componenti strutturali di stazioni di lancio e di veicoli spaziali, oltre che per caschi e giubbotti antiproiettile.

Pubblicato in Tecnologia

Compie 15 anni "20 novembre 1998-2013" la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il più importante e ambizioso programma di cooperazione a livello mondiale nel campo scientifico e tecnologico mai intrapreso, considerato come la maggiore opera ingegneristica realizzata dall'uomo.

La Stazione Spaziale Internazionale è stata costruita pezzo per pezzo nello spazio, si compone di moduli e nodi di collegamento contenenti alloggi e laboratori, oltre a elementi esterni per il supporto strutturale e la sperimentazione nello spazio esterno, e pannelli solari che forniscono energia. La ISS è un laboratorio scientifico unico al mondo per le sue due fondamentali condizioni sperimentali: l’ambiente di microgravità e la presenza umana. L'assemblaggio completo della Stazione ha richiesto più di 40 missioni.

Il primo modulo, il modulo russo Zarya, è stato lanciato nel 1998 e due mesi dopo il modulo americano Unity si agganciava a Zarya avviando la costruzione in orbita del più complesso sistema spaziale abitato; l'ultimo è stato l’italiano Permanent Multipurpose Module Leonardo, nel 2011. È previsto un altro modulo pressurizzato da collegare alla Stazione nel 2014, il russo Nauka Multipurpose Laboratory Module. L’idea di costruire una “stazione spaziale con equipaggio permanente” risale già al 1984, quando il presidente USA, Ronald Reagan, lanciò la proposta di una cooperazione internazionale per dare vita a questo ambizioso progetto. L’anno successivo, Giappone, Europa e Canada decidono di partecipare al programma. Nel 1988 viene avviata la fase di sviluppo con la firma del primo accordo intergovernativo tra Stati Uniti, Giappone, Canadae 9 paesi europei Stati membri dell’ESA.

Pubblicato in Astronomia

Negli ultimi tempi su alcuni quotidiani e su alcune pagine web è stato scritto che il Pap Test poteva andare in pensione sostituito dall'ormai sperimentata tipizzazione dello Human Papilloma Virus; il virus di cui alcuni sottotipi possono determinare il cancro della cervice uterina.
Niente di più falso, il pap test ci permette di studiare le cellule della portio uterina e di un tratto del canale uterino esterno mentre la tipizzazione dell'HPV ci dice se vi è un'infezione da HPV ed eventualmente di quale sottotipo si tratti.
Comunque lo screening per l'Human Papilloma Virus si sta dimostrando sempre più efficace come emerge da uno studio pubblicato dell'International HPV screening working group, in cui hanno collaborato vari centri europei tra cui “le Molinette” di Torino, sul Lancet del 3 novembre di quest'anno dal titolo "Efficacy of HPV-based screening for prevention of invasive cervical cancer: follow-up of four European randomised controlled trials."

 

Pubblicato in HPV

Anagni venerdì 13 dicembre e a Roma sabato 14 dicembre.

In occasione della ricorrenza dei 100 anni dalla fondazione dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, formalmente costituito nel maggio 1913 come Comitato per le ricerche di Paleontologia Umana in Italia, sono state organizzate due giornate di conferenze rivolte a specialisti e non.

Il programma preliminare del meeting “1913-2013: cento anni di storia naturale dell’uomo. L’Istituto Italiano di Paleontologia Umana a un secolo dalla fondazione”, prevede una prima giornata ad Anagni venerdì 13 dicembre e un secondo incontro a Roma sabato 14 dicembre.

Le conferenze di Roma verranno tenute nella Sala dell’Aranciera presso l’Orto Botanico.
Centenario dalla fondazione dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana

Pubblicato in Eventi
Venerdì, 22 Novembre 2013 20:06

Missione IsIPU in Giordania

Si è appena conclusa la prima campagna di ricerche sul paleolitico della Valle dello Zarqa, condotta dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana insieme alla Universidade de Sao Paulo (Brasile) e alla Hashemite University di Zarqa (Giordania). L’obbiettivo è quello di datare i siti archeologici paleolitici scoperti negli anni ’90 dalla missione dell’Università di Roma coordinanata da Gaetano Palumbo. A quel tempo vennero trovati numerosi giacimenti del Pleistocene inferiore e medio, con grandi quantità di industrie litiche di modo 1 e 2.

Una prima attribuzione cronologica, basata sui dati archeologici e biostratigrafici attribuiva al giacimento più antico un’età di un milione di anni (scarica l’articolo). Successivamente non è stato possibile ritornare sul posto, ma da quest’anno, grazie alla collaborazione tra il nostro Istituto e l’Università di Sao Paulo, si sono create le condizioni minime per la ripresa delle ricerche. Vi partecipano Fabio Parenti (archeologo e coordinatore), Giancarlo Scardia (geologo) Walter Neves (Paleoantropologo), Astolfo Araujo (Geoarcheologo), Bilal Khreishat (geoarcheologo) e Fareed Al-Shishani (studente in gestione dei beni culturali). L’équipe sta lavorando nei dintorni del villaggio di sukhne, prelevando campioni per le datazioni al paleomagntismo, industrie litiche in affioramento e facendo analisi stratigrafichje e geomorfologiche.

La missione è terminata il 12 ottobre 2013.

http://www.isipu.org/

Pubblicato in Antropologia

di Antonio Coviello
Collana SIGEA - Dario Flaccovio Editore
ISBN 978-88-579-0209-8 (Pagg. 304, prezzo euro 25)

Il volume si ispira all’attuale dibattito sulla necessità di intervenire sulla prevenzione e sulla tutela dei danni causati dalle catastrofi naturali. Idealmente strutturato in due parti, nella prima parte del volume viene  trattato il tema della gestione dei rischi catastrofali dal punto di vista teorico, in particolare del ruolo del risk management, che costituisce 'nelle sue tipologie evolute' un esempio di innovazione manageriale relativa alle problematiche della gestione degli eventi avversi di origine (dolosa ed) accidentale, dalle tecniche di prevenzione al trasferimento assicurativo: l’analisi dei rischi è argomento di grande attenzione da parte degli studiosi ed importante attualità in quanto alla base delle decisioni finanziarie (cap.1). Un'operazione sicuramente difficile che costituisce per l’organo di governo pubblico l’elemento qualificante e, in ultima istanza, determinante per garantire un’evoluzione risonante dei rapporti sistemici. Successivamente viene rappresentato lo stato dell’arte circa le calamità naturali dal punto di vista strettamente geologico- ed i danni socio-economici  che essi provocano (cap.2), ipotizzando le possibilità offerte alle amministrazioni locali di destinare le risorse economiche a misure di prevenzione, con effetti di mitigazione delle conseguenze delle calamità naturali su persone, cose ed economie dei territori colpiti. (cap.3). Dopo aver ripercorso l’evoluzione del ruolo dell’assicurazione delle catastrofi naturali in Italia, alla luce dell’esperienza europea, nell’ottica di una “sana e prudente gestione” (cap.4 e 5), viene data rilevanza al ruolo dell’assicuratore pubblico ed alla necessità di un partnerariato pubblico-privato nella copertura dei rischi da calamità naturali (cap.6).

Pubblicato in Libri

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