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Team padovano multidisciplinare scopre il ruolo delle connessioni cerebrali .nella crescita del tumore.
Nonostante tutti gli sforzi della ricerca, i tumori cerebrali sono rimasti gli unici a non aver presentato progressi significativi negli ultimi 30 anni. Perché? A questa domanda ha provato a dare una risposta un team multidisciplinare diretto dal prof. Maurizio Corbetta (del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova e Principal Investigator del VIMM) e composto interamente da ricercatori dell’Università di Padova: Alessandro Salvalaggio (neurologo), Lorenzo Pini (psicologo) e Alessandra Bertoldo (ingegnere). «Il limite principale dell’approccio tenuto finora è quello di considerare i gliomi (tumori cerebrali) come un qualsiasi altro tumore di qualsiasi altro organo – spiegano gli autori –. Invece, e qui la novità, la crescita di un tumore cerebrale è in parte determinata e regolata dall’attività stessa del cervello».

Pubblicato in Medicina



Lo studio InCHIANTI nasce nel 1992 dall'idea di due ricercatori, Luigi Ferrucci e Stefania Bandinelli, che ci fosse una correlazione causa effetto fra tipo di dieta e invecchiamento. L'obiettivo principale era quello di esaminare a fondo i fattori che influenzano l'invecchiamento e identificare i determinanti di una longevità sana e attiva.
Uno dei problemi maggiori cui vanno incontro gli anziani è la ridotta capacità di deambulazione che con il passare del tempo determina il decadimento degli altri organi. Comprendere per quale motivo vi sia una progressiva difficoltà nel camminare non è semplice in quanto i motivi sono diversi e complessi.

Tra i principali troviamo:
Problemi al sistema nervoso centrale e periferico importanti per il controllo del movimento e la coordinazione.
Problemi muscolari e scheletrici: debolezza muscolare, artrosi e osteoporosi possono rendere difficile il movimento degli arti e il mantenimento dell'equilibrio.
Problemi sensoriali: vista ridotta o problemi di equilibrio determinano un aumento del rischio di cadute e incidenti.
Malattie croniche: diabete, cardiopatie e malattie polmonari, possono influenzare la capacità di camminare. Fattori psicologici: ansia, depressione e paura di cadere, possono peggiorare le difficoltà di deambulazione.

Pubblicato in Medicina



La notizia del moltiplicarsi di esemplari di vermocane nei mari del Sud Italia sta suscitando preoccupazione per i potenziali danni che la specie può arrecare alle persone e alla fauna marina. Gli impatti della crisi climatica sul Mediterraneo, del resto, sono molteplici e l’espansione di specie termofile come il vermocane ne è un indicatore chiaro. D’altra parte, le evidenze scientifiche ci dicono anche che laddove gli ecosistemi sono protetti, e quindi in migliore salute, le specie termofile hanno impatti inferiori.

«Il Mediterraneo sta pagando un prezzo elevato per l’effetto dei cambiamenti climatici: diventa sempre più povero con grandi stravolgimenti della sua biodiversità», dichiara Valentina di Miccoli, campagna Mare di Greenpeace Italia. «Come dimostra il nostro progetto Mare Caldo, laddove esistono misure efficaci di tutela delle nostre acque queste resistono meglio agli impatti della crisi climatica, di cui la diffusione di specie come il vermocane è una delle prove più evidenti. Per questo abbiamo bisogno di aumentare la rete di aree marine protette in Italia».

Pubblicato in Ambiente


Per difendere i terreni dalle erbe infestanti e ridurre l’uso di erbicidi c'è una tecnica che consiste nell'inoculare i funghi simbiotici sui semi delle cover crops, cioè le colture usate per proteggere i terreni dall’erosione e aumentare la sostanza organica. Al fine di promuovere questa pratica, ricercatori e ricercatrici dei laboratori di Microbiologia dell’Università di Pisa hanno riprodotto nelle serre del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali i funghi autoctoni di vari paesi europei da distribuire agli agricoltori. L’attività rientra nel progetto europeo GOOD (AGrOecOlogy for weeDs) che proprio a Pisa il 28 al 29 maggio scorsi ha riunito i vari partner per il primo meeting ufficiale.

Pubblicato in Ambiente
Sabato, 15 Giugno 2024 10:57

The genetic “switches” of bone growth



In mammals, only 3% of the genome consists of coding genes which, when transcribed into proteins, ensure the biological functions of the organism and the in-utero development of future individuals. But genes do not function alone. They are controlled by other sequences in the genome, called enhancers, which, like switches, activate or deactivate them as required. A team from the University of Geneva (UNIGE) has identified and located 2700 enhancers — among millions of non-coding genetic sequences — that precisely regulate the genes responsible for bone growth. This discovery sheds light on one of the major factors influencing the size of individuals in adulthood, and explains why their failure could be the cause of certain bone malformations. These results can be read in Nature Communications.

Pubblicato in Scienceonline

 



Mercoledì 5 giugno è stato pubblicato sulla rivista Nature l’articolo Capturing carbon dioxide from air with charged-sorbents, frutto della collaborazione tra i ricercatori dell’Università di Torino e i ricercatori dell’Università di Cambridge (UK), dell’Università di Hong Kong (Cina) e dell’Università Cornell (US). Lo studio si è focalizzato su una delle nuove tecnologie più promettenti nella lotta contro il cambiamento climatico: la DAC (Direct Air Capture), la cattura diretta dell'anidride carbonica dall'aria. Si tratta di una tecnica innovativa che, anziché concentrarsi solo sulla riduzione delle emissioni alla fonte, mira a rimuovere direttamente l’anidride carbonica già presente nell'aria, indipendentemente dalla sua origine.

Pubblicato in Ambiente


Una ricerca condotta da Sapienza, Istituto Italiano di Tecnologia e Fondazione Santa Lucia, esamina le influenze reciproche tra l’attività gastrointestinale e un range di emozioni generate attraverso la visione di filmati. Grazie a pillole ingeribili dotate di sensori, lo studio è stato in grado di dimostrare lo stretto rapporto tra stati d’animo percepiti e condizioni dello stomaco, con particolare riferimento al suo PH. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale eLife.
Che le emozioni forti siano in grado di farci battere il cuore più velocemente è cosa risaputa, ma quanto gli stati d’animo influiscano su altri organi o quale sia l’effetto di particolari condizioni fisiologiche sulle emozioni umane, non era stato ancora dimostrato.

Pubblicato in Medicina

Guidato dall’Alma Mater, il nuovo progetto di ricerca Radicals indaga le basi genetiche delle piante per renderle più resilienti e salvaguardare la loro produttività anche in condizioni avverse.
Il cambiamento climatico e il degrado degli ecosistemi agrari stanno minacciando l’agricoltura. Per migliorare la resistenza delle piante agli stress e dotarle di caratteristiche che ne salvaguardino la produttività anche in condizioni ambientali avverse, si deve partire dalle radici.


Questo l’obiettivo di Radicals, progetto di ricerca PRIN coordinato da Silvio Salvi, professore di Genetica agraria al Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna.
Oggetto dello studio è la radice della pianta, a partire da quella dell’orzo. Cereale tra i più importanti al mondo, prezioso per l’alimentazione animale ed umana, l’orzo è infatti dotato di un genoma più semplice dal punto di vista genetico rispetto, per esempio, al frumento, e questo lo rende particolarmente adatto come modello da cui partire.
"Focus del progetto è trovare i geni chiave che controllano le radici e la loro ramificazione, primaria e laterale, con l’obiettivo di creare, tramite tecniche di miglioramento genetico, nuove varietà più resilienti in ambienti che mutano", spiega Silvio Salvi. "Piante dotate di radici più lunghe sono infatti in grado di raggiungere, ad esempio, le falde acquifere profonde, mentre in ambienti desertici o semi-desertici, dove l’acqua non c’è neanche in profondità, le radici superficiali consentono di raccogliere velocemente e in maggiore quantità la poca acqua che cade con le piogge".

Pubblicato in Ambiente

 


I ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrico “Romeo ed Enrica Invernizzi” dell’Università degli Studi di Milano hanno scoperto che il recettore pancreatico GLP-1R, importantissimo nella cura del diabete e dell’obesità, è in grado in grado di controllare l’attività immunitaria nei linfociti T, prolungando la sopravvivenza dei trapianti, limitandone il rigetto. Dallo studio, pubblicato su Cell Metabolism, è emerso anche che bloccando GLP-1R si genera immunità antitumorale in un modello preclinico di cancro del colon-retto.

Pubblicato in Medicina

L'imbarcazione Bavaria 46 Malice usata per i campionamenti



E’ quanto emerge dai risultati da una ricerca basata su campionamenti in mare aperto e in alcuni siti costieri svolti dall’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr in collaborazione con colleghi dell'Ecole Polytechnique di Losanna e dell’Università del Texas. Lo studio, pubblicato sulla rivista Marine Pollution Bullettin, ha rivelato che i frammenti di plastica offrono un substrato per la crescita di comunità batteriche anche patogene

La presenza di microplastiche nel Tirreno favorisce lo spread di batteri, alcuni dei quali pericolosi per gli esseri umani e gli animali. E’ quanto emerge risultati di un’attività di ricerca svolta nel 2019 da un team dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa) in collaborazione con colleghi dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (Svizzera) e della statunitense Texas A&M University, condotta sia in mare aperto – nelle acque di Toscana e Corsica- sia nei siti costieri di Forte dei Marmi (Lucca) e delle Cinque Terre (La Spezia).

Pubblicato in Ambiente

Medicina

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