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I tesori nascosti dei musei europei: 35 milioni di insetti per capire la biodiversità e il futuro del pianeta

Emma Bariosco 04 Set 2026

 

Le collezioni di storia naturale rappresentano da secoli una pietra angolare della conoscenza scientifica globale. L'Europa ne custodisce alcuni dei più grandi giacimenti al mondo, sebbene una porzione immensa di questo patrimonio rimanga ancora inesplorata. A mappare per la prima volta questo archivio scientifico è uno studio internazionale coordinato da Pierfilippo Cerretti e Dario Nania, ricercatori del Museo di Zoologia del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin" della Sapienza Università di Roma. La ricerca, pubblicata sulla rivista BioScience, si inserisce nel solco delle attività di digitalizzazione e analisi condotte dal museo romano. Indagini precedenti, come quelle apparse su PNAS, hanno già dimostrato l'utilità di questi reperti per ricostruire i mutamenti negli ecosistemi provocati dal riscaldamento globale.

L'indagine si è concentrata sulle collezioni di Ditteri, l'ordine di insetti che include mosche, zanzare e tafani, conservate presso 16 importanti musei europei, con il coinvolgimento di oltre 20 tra curatori ed entomologi. Si tratta di un gruppo animale dalla straordinaria diversità, con oltre 170.000 specie descritte e una stima reale che potrebbe raggiungere il milione. A questa varietà si affianca un ruolo ecologico, sanitario ed economico chiave, privo di eguali nel regno animale. Le istituzioni analizzate racchiudono da sole tra i 26 e i 35 milioni di esemplari, costituendo un'enorme banca dati di informazioni morfologiche, genetiche ed ecologiche, fondamentale per tracciare le rotte delle specie aliene invasive e comprendere le risposte evolutive delle popolazioni al cambiamento climatico.

La principale criticità evidenziata dallo studio risiede nel fatto che milioni di campioni restano conservati nei depositi senza essere mai stati analizzati, fattore che limita il potenziale applicativo delle collezioni. Poiché ogni museo custodisce frammenti unici e complementari di un mosaico globale, gli autori guidati dalla Sapienza hanno individuato cinque priorità d'intervento strategiche per valorizzare tali risorse. Queste azioni prevedono il sostegno ai programmi di monitoraggio a lungo termine e al deposito di nuovi esemplari, il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche per l'imaging e le analisi molecolari, l'investimento nella formazione di personale specializzato, l'accelerazione dei processi di digitalizzazione e una più fluida condivisione di dati e competenze tra le diverse istituzioni continentali.

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