L'indagine si è concentrata sulle collezioni di Ditteri, l'ordine di insetti che include mosche, zanzare e tafani, conservate presso 16 importanti musei europei, con il coinvolgimento di oltre 20 tra curatori ed entomologi. Si tratta di un gruppo animale dalla straordinaria diversità, con oltre 170.000 specie descritte e una stima reale che potrebbe raggiungere il milione. A questa varietà si affianca un ruolo ecologico, sanitario ed economico chiave, privo di eguali nel regno animale. Le istituzioni analizzate racchiudono da sole tra i 26 e i 35 milioni di esemplari, costituendo un'enorme banca dati di informazioni morfologiche, genetiche ed ecologiche, fondamentale per tracciare le rotte delle specie aliene invasive e comprendere le risposte evolutive delle popolazioni al cambiamento climatico.
La principale criticità evidenziata dallo studio risiede nel fatto che milioni di campioni restano conservati nei depositi senza essere mai stati analizzati, fattore che limita il potenziale applicativo delle collezioni. Poiché ogni museo custodisce frammenti unici e complementari di un mosaico globale, gli autori guidati dalla Sapienza hanno individuato cinque priorità d'intervento strategiche per valorizzare tali risorse. Queste azioni prevedono il sostegno ai programmi di monitoraggio a lungo termine e al deposito di nuovi esemplari, il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche per l'imaging e le analisi molecolari, l'investimento nella formazione di personale specializzato, l'accelerazione dei processi di digitalizzazione e una più fluida condivisione di dati e competenze tra le diverse istituzioni continentali.



