Il 16 ottobre 2023 il braccio del robot SuBastian si chiude su un ramo giallo, 362 metri sotto la superficie del Pacifico. Il fondo è roccia, coperta da un tappeto di ofiure del genere Ophiacantha, stelle marine dalle braccia sottili. Sono così fitte da seppellire la base dei coralli. La nave è la Falkor (too) dello Schmidt Ocean Institute. Il monte sommerso si chiama Las Gemelas II e sta a sud-ovest del Parco nazionale dell'Isola del Cocco, nelle acque della Costa Rica.
Quel ramo è oggi l'olotipo, l'esemplare che fissa il nome di una specie. Porta la sigla MZUCR 3884 e sta nel Museo di zoologia dell'Università della Costa Rica. La specie si chiama Laurinque elenya. L'hanno descritta Odalisca Breedy, dell'Università della Costa Rica, e cinque colleghi di Costa Rica, Stati Uniti e Canada su ZooKeys, rivista ad accesso aperto. L'articolo è arrivato alla rivista il 17 marzo, è stato accettato il 28 maggio ed è uscito il 30 giugno 2026. Il comunicato dell'editore è arrivato agli aggregatori il 7 ottobre. Per quel corallo gli autori hanno dovuto creare un genere e una famiglia nuovi, le Laurinqueidae.
I nomi vengono dal quenya, la lingua degli elfi inventata da J.R.R. Tolkien. Laurinque vuol dire albero d'oro. Elenya vuol dire stellare, per il campo di stelle marine dove la specie vive.
È un ottocorallo, cioè un parente delle gorgonie con polipi a otto tentacoli. Non costruisce scogliere e non ospita alghe. Ha un asse di proteina scura e una corteccia sottile, armata di scleriti, aghi di calcare lunghi fra un decimo e mezzo millimetro. Da vivo è giallo acceso. In alcol diventa bruno. L'olotipo è alto 50 centimetri e largo 60. Nella diagnosi della famiglia gli autori parlano di colonie alte più di un metro e larghe 1,2 metri.
Gli esemplari descritti sono sei, l'olotipo e cinque paratipi, gli esemplari che lo accompagnano. Cinque vengono dai due monti Las Gemelas, fra 360 e 412 metri. Il sesto è stato raccolto nel 2019 dalla prima Falkor su un rilievo del margine pacifico chiamato Seamount 6, a 529 metri. È il punto più profondo noto per la specie. Su Las Gemelas II le colonie formano giardini estesi. Su Las Gemelas I sono più rade, e sul Seamount 6 sparse.
L'acqua in cui vivono è quasi priva di ossigeno. Le sonde hanno misurato fra 0,5 e 3 micromoli per chilo, valori della zona che gli oceanografi chiamano di minimo d'ossigeno. La temperatura stava fra 8,1 e 10,8 gradi.
Il punto più interessante del lavoro non è il colore. È il modo in cui il corallo è stato classificato. Per gli ottocoralli si usano di solito tre codici a barre genetici, brevi tratti di DNA che distinguono le specie. Due vengono dai mitocondri, i geni mtMutS e COI. Il terzo è un pezzo di DNA ribosomiale del nucleo, il 28S. Qui ogni gene ha dato una risposta diversa. mtMutS metteva la specie fra le Incrustatidae, con sostegno statistico pieno. COI la metteva fra le Eunicellidae. Il 28S non la collocava con chiarezza.
Per decidere, il gruppo di Andrea Quattrini, dello Smithsonian di Washington, e di Catherine McFadden, dell'Harvey Mudd College, ha sequenziato due esemplari. Ha letto gli elementi ultraconservati, tratti di genoma che cambiano poco nel tempo e si ritrovano in specie lontane. Ogni esemplare ne ha restituiti fra 1.934 e 2.236. L'albero costruito su 153 di questi tratti, confrontati in 393 ottocoralli, mette Laurinque accanto alle Eunicellidae, come gruppo fratello, ma fuori dalla famiglia. Una matrice più larga, di 1.385 tratti, dà lo stesso risultato. Secondo gli autori il solo mtMutS avrebbe prodotto un'attribuzione falsa. Per i lignaggi molto antichi servono centinaia di geni.
La famiglia sorella non è lontana da noi. Alle Eunicellidae appartiene la gorgonia gialla, Eunicella cavolini, che un subacqueo incontra sulle pareti rocciose del Mediterraneo. Il corallo costaricano ne è un parente, separato da una storia lunga abbastanza da meritare una famiglia.
Gli autori scrivono che i giardini di Laurinque potrebbero rientrare fra gli ecosistemi marini vulnerabili definiti dalla FAO, e ricordano che i siti sono vicini al parco dell'Isola del Cocco. Non propongono misure di tutela. Riferiscono anche di aver forse visto la specie a Panama e alle Galápagos, ma la segnalazione è un'osservazione personale e resta da confermare.
Il lavoro è stato finanziato dalla National Geographic Society e dall'Università della Costa Rica. Le immersioni del robot erano dello Schmidt Ocean Institute. Le sequenze sono depositate in GenBank, i dati su FigShare. L'articolo non contiene dichiarazioni sui conflitti di interesse né sull'uso di strumenti di intelligenza artificiale.
Bibliografia
Breedy O., McFadden C. S., Murillo-Cruz C., Yánez-Suárez A.-B., Robert K., Quattrini A. M., «A coral among stars: A new octocoral family (Anthozoa, Octocorallia, Malacalcyonacea) from seamounts in the tropical eastern Pacific», ZooKeys, 1283, 253–272, 30 giugno 2026, accesso aperto (CC BY 4.0). doi: 10.3897/zookeys.1283.191899
Dati del lavoro: sequenze GenBank PZ137000–PZ137003, PZ102191–PZ102194, PZ101450–PZ101454; BioSample SAMN60142225 e SAMN60142226; deposito FigShare doi: 10.25573/data.32246517
Pensoft Publishers, comunicato stampa ripreso da ScienceDaily il 7 ottobre 2026 (usato solo come segnalazione).



