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Lunedì, 20 Luglio 2020 09:13

Le forme dell'acqua


Un nuovo studio numerico, risultato di una collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e la Princeton University, ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di due diverse forme di acqua, ovvero di due distinte fasi liquide che a bassissime temperature si separano, galleggiando l’una sull’altra. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, apre nuove strade alla comprensione dei misteri legati al liquido della vita
Ogni liquido assume la forma del contenitore che lo accoglie. Sappiamo che è così perché riusciamo a osservarlo direttamente con i nostri occhi. Eppure questa affermazione vale solo a livello macroscopico. A livello molecolare infatti ogni liquido ha una forma propria determinata dalla posizione spaziale in cui si dispongono le molecole che lo compongono.

L'acqua, il liquido della vita, potrebbe invece essere differente e avere, non una, ma bensì due forme molecolari diverse: una forma in cui localmente ogni molecola è circondata da quattro altre molecole disposte con una geometria tetraedrica (ordinata) e con le quali forma dei legami particolarmente intensi (i legami idrogeno), e una in cui la struttura tetraedrica invece è significativamente distorta, ovvero una configurazione più disordinata, in cui alcune molecole formano solo tre o cinque legami idrogeno.

Pubblicato in Chimica

 

Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus SARS-CoV-2. Lo dimostrano i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, proprio per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la competenza vettoriale delle due specie di zanzare. La ricerca ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

Pubblicato in Medicina
Venerdì, 17 Luglio 2020 09:12

Impero Romano: temperature marine da record

Una ricerca condotta dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) in collaborazione con l'Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) e l'Università di Barcellona, ha addotto nuovi dati sulla fase di eccezionale riscaldamento della superficie del Mediterraneo durante il primo mezzo millennio dell'era cristiana. Lo studio è pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature

Uno studio congiunto tra Consiglio nazionale delle ricerche, condotto dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) di Perugia in collaborazione con l'Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) di Napoli, e Università di Barcellona, basandosi sulla ricostruzione della temperatura della superficie del mare degli ultimi 5000 anni, ha permesso di quantificare l'entità del riscaldamento nella regione mediterranea durante il periodo romano (1-500 d.C.). La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports, del gruppo Nature.

Pubblicato in Ambiente


A 500 anni dalla scomparsa del genio del Rinascimento Raffaello Sanzio, avvenuta dopo giorni di malattia il 6 aprile 1520, quando il pittore aveva solamente 37 anni, la causa precisa della sua morte è ancora circondata da un alone di mistero e nel tempo si sono avanzate le più disparate ipotesi: sifilide, malaria, tifo, polmonite, avvelenamento. Ora una ricerca dell'Università di Milano-Bicocca, basandosi su testimonianze dirette e indirette dell'epoca, cerca di fare luce tra queste ipotesi, indicando la polmonite come la più plausibile. E inquadrando il trattamento terapeutico allora adottato – il salasso – all'interno di un dibattito medico-sanitario vivace e non così omologato come a volte si è portati a pensare.

Pubblicato in Storia


Pubblicati su Nature Communications i risultati di un progetto di ricerca coordinato dall’Università di Pisa


L’elettronica del futuro prende forma grazie a un progetto di ricerca condotto dall’Università di Pisa insieme all’Università di Manchester, all’IIT e alla TUW di Vienna: per la prima volta è stato infatti stampato su carta un transistor utilizzando materiali bidimensionali come il Solfuro di Molibdeno, attraverso un processo basato su stampa a getto di inchiostro. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications nell’articolo “Low-voltage 2D materials-based printed field-effect transistors for integrated digital and analog electronics on paper”.

Pubblicato in Tecnologia

 

Il presente rapporto, prodotto congiuntamente dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), presenta un’analisi approfondita delle malattie presenti sulle schede di morte di soggetti diagnosticati microbiologicamente tramite tampone rino/orofaringeo positivo al SARS-CoV-2. Se le precedenti diffusioni1 avevano l’obiettivo di descrivere l’impatto della pandemia sui livelli di mortalità totale nei primi mesi del 2020, qui vengono approfonditi gli aspetti epidemiologici legati alla presenza di malattie o gruppi di malattie che hanno contributo al decesso al fine di comprendere in quanti casi COVID-19 sia stato effettivamente la causa principale, direttamente responsabile del decesso e quale sia stato il ruolo di altre malattie.

 

Pubblicato in Medicina



Could a simple drug, that has been on the market for decades, be used to treat COVID-19? A research team led by Hebrew University of Jerusalem (HU)’s Professor Yaakov Nahmias says that early research looks promising; their findings appear in this week’s Cell Press’ Sneak Peak.

Over the last three-months, Nahmias and Dr. Benjamin tenOever at New York’s Icahn School of Medicine at Mount Sinai have focused on the ways in which the SARS-CoV-2 (aka, the coronavirus that’s causing our current pandemic) changes patients’ lungs in order to reproduce itself. Their major finding? This virus prevents the routine burning of carbohydrates. As a result, large amounts of fat accumulate inside lung cells, a condition the virus needs in order to reproduce. This new understanding of SARS CoV-2 may help explain why patients with high blood sugar and cholesterol levels are often at a particularly high risk to develop COVID-19.

Pubblicato in Scienceonline

Una risposta contro il Covid-19: la glicoproteina lattoferrina, una componente dell’immunità innata - pubblicato uno studio da un team di Clinici di Tor Vergata e della Sapienza, sulla rivista Journal of Molecular Sciences


La recente pandemia da SarsCov2 ha riunito gli sforzi della comunità scientifica per identificare i target virali, perfezionando terapie mirate al controllo della malattia, che ha causato più di cinquecentomila decessi nel mondo.
Tra le considerazioni e gli approfondimenti scientifici un dato è emerso durante la fase cruciale della pandemia, ossia che i bambini pur essendo contagiati dal virus, hanno avuto sintomi decisamente più lievi degli adulti, e solo in rarissimi casi l’infezione si è aggravata. Ancora molto c’è da capire su questo aspetto, ma tra le motivazioni si pone l’attenzione sul ruolo dell’immunità innata e umorale dei piccoli pazienti, con funzioni probabilmente più restrittive ed efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti. A ben vedere infatti il sistema di difesa dei bambini risponde rapidamente alle infezioni con l’immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi. Una proteina dell’immunità naturale, la lattoferrina presente già nel latte materno, protegge dalle infezioni come una rete a maglie strette, impedendo ai patogeni (virus, batteri, funghi) il passaggio nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale.

Pubblicato in Medicina

 

(a)Electron imaging of a CsMP with elemental maps. (b) Synchrotron micro-focus X-ray fluorescence (μXRF) elemental maps. (c) Image of uranium dioxide inclusion in the CsMP. (d) Uranium L3-edge X-ray absorption near-edge structure (XANES) of a discrete point, indicated by the red arrow in (b). The spectrum is plotted alongside U(IV) and U(VI) oxide standards. (e) Discrete-area Pu L3-edge XANES collected from the point indicated by the red arrow.

 



Small amounts of plutonium (Pu) were released from the damaged Fukushima Daiichi Nuclear Power Plant (FDNPP) reactors into the environment during the site’s 2011 nuclear disaster. However, the physical, chemical, and isotopic form of the released Pu has remained unknown.

Now, recent work published in the journal “Science of the Total Environment” has shown that Pu was included inside cesium-rich microparticles (CsMPs) that were emitted from the site. CsMPs are microscopic radioactive particles that formed inside the Fukushima reactors when the melting nuclear fuel interacted with the reactor’s structural concrete. Due to loss of containment in the reactors, the particles were released into the atmosphere; many were then deposited across Japan.

Pubblicato in Scienceonline

 



Mass adoption of face coverings are an essential part of a control approach to minimise transmission of COVID-19. Mandatory use is now required in many situations. However, where use is not mandated, merely recommended, there is partial compliance due partly to a limited understanding of the differences and functions of face coverings, facemasks and respirators.

IOM, SOM, BOHS and CIEHF have developed a downloadable and printable guide for employers and the public to help identify and understand the use of face coverings, facemasks and disposable respirators. They are urging people to share and print this poster so employees across the UK understand the differences between face coverings, facemasks and respirators.

Pubblicato in Scienceonline

Medicina

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