Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è frutto della collaborazione tra Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e MUSE di Trento.
Un nuovo studio multidisciplinare coordinato da ricercatori delle Università di Bologna e di Modena e Reggio Emilia, insieme al MUSE - Museo delle Scienze di Trento, ha ricostruito la storia evolutiva e le abitudini ambientali di una popolazione di stambecco alpino (Capra ibex) vissuta oltre 13.000 anni fa sulle montagne del Trentino.
La ricerca si fonda sui resti ossei recuperati a Riparo Dalmeri, sito archeologico preistorico situato a 1.240 metri di quota sull'Altopiano dei Sette Comuni, nel Trentino meridionale. Si tratta di uno dei siti del Paleolitico finale più significativi d'Europa: per circa mille anni, gruppi di cacciatori-raccoglitori vi tornarono ogni estate per praticare una caccia specializzata allo stambecco. Il sito, esplorato per vent'anni dal team del MUSE sotto la direzione di Giampaolo Dalmeri, ha restituito anche oltre 250 pietre dipinte con ocra rossa, testimonianza straordinaria del comportamento simbolico di quelle comunità.
Il cane nasce dal lupo 15.800 anni fa: lo rivela il DNA antico

Uno studio su Nature, con la partecipazione della Sapienza, ha portato alla luce le prove genetiche più antiche della domesticazione del cane, risalenti all'ultima era glaciale.
Un gruppo internazionale di scienziati, in cui figura anche l'Università La Sapienza, ha pubblicato su Nature una ricerca che riscrive la storia della domesticazione del cane. Grazie all'analisi del DNA estratto da reperti ossei, il team ha individuato tracce genetiche di cani in siti archeologici britannici e turchi databili tra 16.000 e 14.000 anni fa, nel Tardo Paleolitico superiore.
Era già noto che il cane discende dal lupo grigio e che la domesticazione fosse avvenuta durante l'ultima glaciazione.
L'inganno dei grassi: come il tumore usa i lipidi per "spegnere" il sistema immunitario

Una scoperta coordinata dall'Università di Torino rivela che il palmitato, un acido grasso comune nel microambiente tumorale, agisce come un doppio agente: nutre il cancro e neutralizza i linfociti incaricati di distruggerlo.
Il cancro non si limita a crescere; crea intorno a sé un ambiente ostile che disarma chi dovrebbe combatterlo. Una ricerca internazionale di alto profilo, guidata dalla Prof.ssa Teresa Manzo (Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell'Università di Torino) e pubblicata su Science Immunology, ha svelato un meccanismo finora ignoto che spiega come i grassi del tumore blocchino le nostre difese.
L'Universo ha un'età minima: le "nonne" della Via Lattea smentiscono Hubble

Un team internazionale guidato dall'Università di Bologna ha misurato le stelle più antiche della nostra galassia. Il verdetto? Con 13,6 miliardi di anni di vita, queste stelle suggeriscono che il cosmo sia più vecchio di quanto indicato da alcune stime recenti.
Niente può essere più giovane di ciò che contiene. Partendo da questo principio logico inattaccabile, un gruppo di astrofisici dell'Università di Bologna, dell'INAF e dell'Istituto Leibniz di Potsdam (AIP) ha cercato di sciogliere uno dei nodi più intricati dell'astronomia moderna: la determinazione dell'età esatta dell'Universo.
Bambini e allergie ai pollini: l'impatto del cambiamento climatico e le nuove diagnosi molecolari

Le temperature elevate anticipano le fioriture e allungano la stagione dei sintomi. Al Bambino Gesù, tecnologie all’avanguardia tracciano una “mappa” precisa degli allergeni per terapie personalizzate.
Il tradizionale calendario delle allergie è ormai un ricordo. Il riscaldamento globale ha rimescolato le stagioni, rendendo i periodi di pollinazione più precoci e duraturi. Per i bambini allergici, questo si traduce in stagioni di sofferenza più lunghe e pause respiratorie sempre più brevi.
Il nuovo calendario dei pollini: sintomi già a Natale
L’aumento delle temperature ha scardinato i cicli naturali delle piante:
Anticipo: Specie che solitamente fiorivano a metà febbraio ora rilasciano pollini già a gennaio o fine dicembre.
Prolungamento: Le graminacee iniziano a pollinare prima e spesso presentano una seconda fioritura a fine estate.
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"Basta allevamenti intensivi": il WWF lancia la mobilitazione nazionale per cambiare il sistema
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