Oltre la corteccia: i raggi X svelano l'invisibile socialità dei coleotteri del legno

Emma Bariosco 09 Feb 2026

 

Un tempo considerato un ambiente solitario e silenzioso, l'interno dei tronchi d'albero si è rivelato essere un fitto network di "autostrade" sotterranee. Una ricerca pionieristica condotta dal dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the Royal Society B, ha rivoluzionato la nostra comprensione degli scarabei dell'ambrosia.

Una tecnologia da ospedale per studiare gli alberi
Per decenni, scienziati e naturalisti hanno potuto solo ipotizzare come questi piccoli coleotteri costruissero i loro nidi. Tradizionalmente, le gallerie venivano considerate nuclei familiari isolati, fondati da una singola femmina intenta a coltivare funghi simbionti per nutrire le larve.

Il team di ricerca, guidato dal Prof. Davide Rassati, ha superato i limiti dell'osservazione diretta utilizzando la tomografia a raggi X. Questa tecnica ha permesso di "tagliare" virtualmente il legno senza distruggerlo, ricostruendo in 3D le intricate strutture scavate dagli insetti.

La scoperta: una rete di contatti inaspettata
I dati emersi smentiscono l'idea che ogni famiglia viva in isolamento. Lo studio ha dimostrato che le interazioni sono molto più comuni del previsto:

Interazioni intraspecifiche (stessa specie): Sono le più frequenti. Le gallerie si intersecano creando ponti tra diversi nuclei familiari. Questo permette agli insetti di incontrarsi e riprodursi senza mai uscire all'esterno, riducendo drasticamente il rischio di essere mangiati dai predatori.

Interazioni interspecifiche (specie diverse): Sebbene meno comuni, si verificano regolarmente. Questi incontri sono cruciali perché possono favorire lo scambio di funghi e microrganismi tra specie diverse, un fenomeno particolarmente delicato quando specie autoctone entrano in contatto con specie esotiche invasive.

Perché questi risultati sono importanti?
La capacità dei coleotteri di connettersi all'interno del legno aumenta la loro diversità genetica e la resilienza della specie. Lo studio suggerisce che il legno non sia solo un rifugio, ma un vero e proprio social network fisico.

«Le gallerie non sono sistemi isolati – spiega il Prof. Rassati – ma parte di una rete ecologica dinamica. Queste connessioni aumentano il potenziale di scambio genetico e di microrganismi, cambiando radicalmente la nostra visione di come queste comunità si evolvono e colonizzano gli alberi».

Prospettive future
L'uso della tomografia a raggi X apre una nuova era per l'entomologia e l'ecologia forestale. Capire come questi insetti interagiscono "sottopelle" è fondamentale non solo per la biologia di base, ma anche per monitorare la diffusione di specie invasive che minacciano la salute dei nostri boschi.

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