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Su Nature uno studio sulla funzione delle “trabecole”.

 

Uno studio appena pubblicato su Nature getta nuova luce sulla funzione delle trabecole del cuore, finora rimasta poco chiara. Una loro anomala costituzione appare infatti collegata al rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari.


Ma cosa sono e a cosa servono questi elementi anatomici?

Le trabecole rivestono l’interno delle camere ventricolari del cuore umano adulto con una complessa rete di sottili strutture muscolari cilindriche. Gli anatomisti (tra i quali Leonardo) descrissero le trabecole cardiache sin dal XV secolo e ne ipotizzarono diverse funzioni, ma senza mai dimostrare la ragione della loro presenza o la loro funzione esatta. È noto che la formazione delle trabecole risale alle fasi dello sviluppo embriologico del cuore e si ritiene sia essenziale per la crescita del cuore fetale. Via via che il cuore matura la presenza delle trabecole diminuisce, senza scomparire del tutto. Esse infatti costituiscono una percentuale non trascurabile (12-17%) della massa cardiaca del cuore umano adulto. Perché?

Pubblicato in Medicina


Un panel internazionale di esperti di diabete e metabolismo da tutto il mondo, fra cui Raffaella Buzzetti del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza Università di Roma, ha provveduto alla stesura di un “consensus” sulla terapia del LADA pubblicato sulla rivista Diabetes dell’American Diabetes Association.
Il 10-15% circa di soggetti con diagnosi di diabete mellito tipo 2 è affetto in realtà da una forma di diabete a lenta evoluzione, definito LADA, acronimo dall’inglese di Latent Autoimmune Diabetes in Adults.

Tale tipo di diabete insorge dopo i 30 anni ma riconosce una patogenesi simile al diabete tipo 1 (a insorgenza giovanile), ovvero determinata dalla distruzione delle cellule pancreatiche che producono insulina da parte del proprio sistema immunitario, e per diagnosticarlo è necessario riscontrare la presenza degli autoanticorpi “colpevoli”.

Il LADA però ha una evoluzione più lenta rispetto al diabete tipo 1, tanto che i pazienti vengono indirizzati verso una terapia a base di insulina anche dopo anni dalla diagnosi.

Pubblicato in Medicina


Una ricerca condotta dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Cnr-Istc), dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e dall’Irccs Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, utilizzando un modello d’Intelligenza Artificiale capace di simulare alcune funzioni del cervello umano, ha chiarito i meccanismi alla base dello sviluppo iniziale di questa forma di demenza. Lo studio è pubblicato su Journal of Alzheimer’s Disease

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Irccs Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed è riuscito a chiarire, grazie all’impiego di un modello d’Intelligenza Artificiale in grado di simulare alcune funzioni del cervello umano, i meccanismi alla base dello sviluppo iniziale della malattia di Alzheimer, la più comune causa di demenza. Alcuni studi, condotti presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Irccs Fondazione S. Lucia di Roma e l’Università di Sheffield (UK), avevano recentemente mostrato come il malfunzionamento di una piccola area situata in profondità nel cervello, l’area tegmentale ventrale (VTA), potesse essere uno dei primissimi eventi associati alla malattia di Alzheimer.

Pubblicato in Medicina

 

I professionisti italiani riuniti nel CUP (Comitato Unitario Professioni) e nella RPT (Rete Professioni Tecniche) constatano con amarezza che Il Parlamento respinge emendamenti, proposti dalle professioni, veramente indirizzati a migliorare leggi esistenti e ad introdurre strutturali processi di semplificazione, e al tempo stesso approva un emendamento, finalizzato ad estendere senza alcun limite l'attività extraistituzionale dei professori e ricercatori universitari, che nulla ha a che fare con la semplificazione e che va nella direzione di aumentare il discrimine tra le diverse categorie di dipendenti pubblici e degli stessi professori universitari.

Si fa riferimento all'emendamento 19.15 al DL Semplificazione, presentato dalla opposizione e votato dalla maggioranza con il parere favorevole del Governo.

Pubblicato in Redazionale


Researchers at the University of Bonn discover unexpected interaction between the protein APC and heme.


The hemoglobin in the red blood cells ensures that our body cells receive sufficient oxygen. When the blood pigment is broken down, "heme" is produced, which in turn can influence the protein cocktail in the blood. Researchers at the University of Bonn have now discovered in complex detective work that the "activated protein C" (APC) can be commandeered by heme. At the same time, APC can also reduce the toxic effect of heme. Perspectively, the findings may provide the basis for better diagnostic and therapeutic approaches to blood diseases. The study has been published online in advance in the journal "Antioxidants & Redox Signaling". The print version will be published soon.


“Blood is a juice of very special kind," is what Johann Wolfgang von Goethe had his Mephistopheles say. The hemoglobin gives blood its red color and ensures that the erythrocytes (red blood cells) can bind oxygen for breathing. This is managed by the hemoglobin-bound molecule "heme", which is a complex composing of a central iron ion and a porphyrin molecule. "The breakdown of erythrocytes results in a pool of so-called labile, regulatory heme," explains Prof. Dr. Diana Imhof from the Pharmaceutical Institute of the University of Bonn. As it can exert toxic effects in high concentrations, the body tries to keep the amount of heme in check.

Pubblicato in Scienceonline



COVID-19 patients can suffer long-term lung and heart damage but, for many, this tends to improve over time, according to the first, prospective follow-up of patients infected with the coronavirus, presented at the European Respiratory Society International Congress.

Researchers in the COVID-19 ‘hot spot’ in the Tyrolean region of Austria recruited consecutive coronavirus patients to their study, who were hospitalised at the University Clinic of Internal Medicine in Innsbruck, the St Vinzenz Hospital in Zams or the cardio-pulmonary rehabilitation centre in Münster, Austria. In their presentation to the virtual congress today (Monday), they reported on the first 86 patients enrolled between 29 April and 9 June, although now they have over 150 patients participating.

The patients were scheduled to return for evaluation six, 12 and 24 weeks after their discharge from hospital. During these visits, clinical examinations, laboratory tests, analysis of the amounts of oxygen and carbon dioxide in arterial blood, lung function tests, computed tomography (CT) scans and echocardiograms were carried out.

At the time of their first visit, more than half of the patients had at least one persistent symptom, predominantly breathlessness and coughing, and CT scans still showed lung damage in 88% of patients. However, by the time of their next visit 12 weeks after discharge, the symptoms had improved and lung damage was reduced to 56%. At this stage, it is too early to have results from the evaluations at 24 weeks.

Pubblicato in Scienceonline
Sabato, 05 Settembre 2020 08:46

10 cose da sapere sull'Amazzonia



Il nostro Pianeta, nella sua interezza, funziona attraverso alcuni grandi sistemi fondamentali per la vita sulla Terra. L’Amazzonia è uno di questi: è un tassello cruciale degli equilibri climatici, genera piogge localmente e a grandissima distanza, raffredda il pianeta, assorbe e immagazzina carbonio sottraendolo all’atmosfera, custodisce il 10% della biodiversità mondiale, contrasta la desertificazione, produce acqua, cibo e medicine. Questo territorio, inoltre, custodisce straordinarie comunità indigene senza le quali, molte aree della foresta non sarebbero ugualmente protette e custodite.

Il 5 settembre si celebra l’Amazon Day, o meglio Dia da Amazônia, data in cui, nel 1850, il Príncipe D. Pedro decretò la creazione della Província do Amazonas (oggi Estado do Amazonas) e che è diventata una giornata mondiale per allertare la popolazione sull’emergenza che sta vivendo la foresta e su come uno sviluppo sia possibile senza dover distruggere questa importante ricchezza di biodiversità e di servizi ecologici.

Pubblicato in Ambiente
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:58

Un cervellone per svelare i segreti del COVID-19

Il Coronavirus passato ai raggi X grazie ad un progetto che permetterà di analizzare, con un database ad hoc, tutti i casi trattati presso l’ospedale (oltre 1.000 dal 20 febbraio al 2 giugno): se ne occuperà il “COVID 19 Niguarda Working Group”, gruppo di lavoro costituito per la gestione e il coordinamento di specifiche progettualità legate alla pandemia.

 

L'obiettivo
Il progetto, nato con l’approvazione del Comitato Etico Milano Area 3, servirà a garantire le migliori cure adesso e nel caso di una recrudescenza del virus, ma anche ad approfondire i numerosi interrogativi posti dalla nuova pandemia.

Nell’ambito di questo studio originale, promosso dal Dipartimento di Medicina Polispecialistica di Niguarda, si sta facendo un lavoro di strutturazione e analisi di dati complessi di carattere clinico, di laboratorio, di diagnostica per immagini e relativi alle terapie come osservato e raccolto durante la cura questi pazienti.

Lo scopo è fare ricerca e chiarezza su numerosi punti aperti relativi alla malattia da COVID, quali in primis lo studio delle possibili associazioni tra le caratteristiche del paziente come ad esempio l’età, il genere e le comorbidità con la letalità della malattia.

Sarà, quindi, possibile esplorare il ruolo potenziale di altri fattori prognostici non ancora conosciuti e che potrebbero essere utili nella gestione futura della malattia, quale l’ipotesi in corso di studio di un effetto a lungo termine sul sistema cardiovascolare con sequele sulla funzione di regolazione autonomica operata dal sistema nervoso.

Non ultima, la fotografia della situazione durante la fase di ospedalizzazione sarà utilissima durante la prosecuzione del follow-up dei pazienti dimessi come messo in atto nel programma di visita ambulatoriali dedicato a chi è stato dimesso con una diagnosi di COVID.

Pubblicato in Medicina
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:20

Milkomeda: la “supergalassia” che verrà


Un nuovo studio internazionale, coordinato da un team del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, ha realizzato sofisticate simulazioni numeriche per prevedere i tempi cosmici nei quali la nostra Galassia si scontrerà con Andromeda fino a fondersi in un’unica “supergalassia". I risultati del lavoro, che gettano nuova luce sul destino del nostro sistema stellare, sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy and Astrophysics
La nostra galassia appartiene a un ammasso di galassie detto Gruppo Locale, composto da circa settanta sistemi stellari per la maggior parte di relativamente piccole dimensioni. Il centro di massa del Gruppo Locale si trova in un punto compreso fra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda, che sono infatti, insieme alla galassia M 33, le sue componenti principali.

Pubblicato in Astrofisica
Venerdì, 04 Settembre 2020 11:55

La psicologia delle regole: il caso COVID-19


Un nuovo studio, coordinato dal Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, ha indagato i processi psicologici e i condizionamenti sociali che hanno portato le persone a rispettare le regole di quarantena e di distanziamento sociale imposte dal Governo in risposta all’emergenza da Coronavirus. La ricerca, condotta su un campione di 1.520 soggetti provenienti da tutta Italia, è stata pubblicata sulla rivista Frontiers in Psychology.


Fin dai primi giorni in cui in Italia sono state introdotte le misure di lockdown, è stato chiaro come, nonostante la preoccupazione generata dall’espandersi della pandemia e gli imperativi morali diffusi dai diversi esperti, le persone abbiano avuto difficoltà a rispettare la quarantena, a mantenere il distanziamento sociale e in generale ad adottare le precauzioni imposte dal Governo.

Eppure, il fatto che in molti abbiano trasgredito le regole, le abbiano adottate parzialmente o aggirate in nome di motivazioni di volta in volta convenienti e contingenti, non è del tutto sorprendente. Decine di studi psicologici hanno infatti da tempo dimostrato quanto sia difficile per le persone conformarsi alle regole, soprattutto quando queste vengono imposte dall'esterno e si basano su principi morali non sempre facili da comprendere.

Pubblicato in Medicina

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