Irrigazione di precisione, grazie all’intelligenza artificiale

Brevettata dall’Università di Bologna, la tecnologia permette di mettere a punto un sistema di irrigazione che mantenga un grado ottimale di umidità dei terreni agricoli. I test sul campo hanno fatto registrare, tra giugno e ottobre, un risparmio idrico del 41%.
Una griglia di sensori per rilevazioni in due e tre dimensioni, e uno specifico algoritmo di machine learning che si basa su una rete neurale. Sono gli ingredienti fondamentali di un nuovo sistema di monitoraggio dell'umidità del suolo brevettato dall'Università di Bologna. Sperimentata in un campo di kiwi giallo a Brisighella, in provincia di Ravenna, la nuova tecnologia ha permesso, tra giugno e ottobre, di risparmiare il 41% dell’acqua utilizzata per l'irrigazione. Nato dalla collaborazione tra studiosi del Dipartimento di Informatica - Scienza e Ingegneria e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari, il brevetto permette di mettere a punto un sistema di irrigazione che mantenga un grado ottimale di umidità dei terreni agricoli.
La strategia di sopravvivenza dei coralli tropicali al clima che cambia

Studi condotti dal Consiglio nazionale delle ricerche su esemplari di coralli tropicali hanno permesso di comprendere i meccanismi di calcificazione di questi preziosi organismi, e acquisire informazioni cruciali sulla risposta attivata rispetto al riscaldamento globale e all’acidificazione degli oceani. I risultati delle analisi hanno riguardato campioni prelevati nel corso della spedizione di Tara Ocean Foundation nell’Oceano Pacifico.
Creato un organoide di osso per studiare le malattie genetiche rare

Uno studio condotto dalla Fondazione Tettamanti e da Sapienza Università di Roma ha permesso di realizzare, grazie a cellule staminali scheletriche prelevate dai pazienti, una riproduzione dell’architettura della cartilagine e dell’osso (organoide) per studiare trattamenti più efficaci per la sindrome di Hurler, malattia genetica pediatrica rara. La ricerca, pubblicata dalla rivista scientifica internazionale JCI Insight, apre alla possibilità di utilizzare organoidi per lo studio delle malattie genetiche rare.
Nuova mappa della calotta polare di Marte rivela informazioni sull’evoluzione climatica

Uno studio italiano coordinato dal Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza ha confrontato i dati geofisici acquisiti da differenti missioni spaziali per determinare la quantità di acqua ancora presente sul pianeta rosso. Il lavoro, pubblicato su Icarus, getta nuova luce sull’evoluzione del clima marziano e dei pianeti terrestri
Lo studio accurato delle calotte polari di Marte rappresenta uno degli obiettivi fondamentali delle missioni spaziali che esplorano il pianeta rosso in quanto conservano informazioni cruciali sull'evoluzione del clima marziano. Sebbene la presenza di acqua sulla superficie in ere geologiche passate sia stata dimostrata attraverso vari dati, i processi che hanno portato alla perdita di acqua dalla superficie e dall'atmosfera sono ancora poco conosciuti. La misurazione accurata della concentrazione dei tre principali elementi nelle calotte polari - polvere, ghiaccio secco e ghiaccio d’acqua - è quindi un risultato fondamentale per determinare la quantità di acqua ancora presente sul pianeta rosso.
Effetto esca. Anche nei cebi influenza le decisioni

Pubblicato su Animal Cognition un nuovo studio che dimostra come le scelte dei cebi dai cornetti, piccole scimmie sudamericane, siano influenzate da opzioni irrilevanti, evidenziando analogie con il comportamento decisionale umano. La ricerca è a firma Cnr-Istc e Scuola Imt Lucca.
Uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) di Roma e della Scuola IMT Alti Studi Lucca, pubblicato su Animal Cognition, ha fornito per la prima volta una visione approfondita dei meccanismi decisionali alla base dell’effetto ‘esca’ nei cebi dai cornetti, piccole scimmie che vivono in Sudamerica, evidenziando parallelismi con il processo decisionale umano.
Una nuova arma per contrastare il tumore del colon-retto

I risultati di uno studio coordinato dall’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr hanno dimostrato che è possibile ridurre la massa del carcinoma colon-rettale agendo su un complesso proteico noto come coesina. I dati ottenuti potrebbero favorire lo sviluppo di nuove cure antitumorali. I risultati, pubblicati sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, sono stati possibili grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.
Un gruppo di ricerca coordinato dall’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itb) di Pisa ha dimostrato che è possibile diminuire la massa tumorale in topi con carcinoma colon-rettale a partire dall’inibizione del gene SMC1A, il cui prodotto proteico fa parte di un complesso proteico noto come coesina. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, è stato condotto finora con animali di laboratorio ed è stato sostenuto dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.
UPV/EHU researchers discover a new species of carnivorous dinosaur in La Rioja

Skeletal reconstruction of Riojavenatrix lacustris holotype recovered at Virgen del Villar-1 site (La Rioja, Spain). The preserved material is coloured in fuchsia. Courtesy of Scott Hartman.
The work reveals a new species of spinosaurid, the 'Riojavenatrix lacustris', which lived 120 million years ago.
The first dinosaur to be described in La Rioja is a spinosaurid about 7-8 metres long with an estimated body mass of 1.5 tonnes. It is bipedal, it had mainly piscivorous habits, although, as a good predator, it would also have been capable of chasing and feeding on terrestrial prey. The study into the Riojavenatrix, which lived 120 million years ago, has been published in the prestigious British journal Zoological Journal of the Linnean Society. This study is part of the PhD thesis of Erik Isasmendi, a pre-PhD researcher at the University of the Basque Country (UPV/EHU).
Nuova mappa della calotta polare di Marte rivela informazioni sull’evoluzione climatica

Uno studio italiano coordinato dal Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza ha confrontato i dati geofisici acquisiti da differenti missioni spaziali per determinare la quantità di acqua ancora presente sul pianeta rosso. Il lavoro, pubblicato su Icarus, getta nuova luce sull’evoluzione del clima marziano e dei pianeti terrestri
Lo studio accurato delle calotte polari di Marte rappresenta uno degli obiettivi fondamentali delle missioni spaziali che esplorano il pianeta rosso in quanto conservano informazioni cruciali sull'evoluzione del clima marziano. Sebbene la presenza di acqua sulla superficie in ere geologiche passate sia stata dimostrata attraverso vari dati, i processi che hanno portato alla perdita di acqua dalla superficie e dall'atmosfera sono ancora poco conosciuti. La misurazione accurata della concentrazione dei tre principali elementi nelle calotte polari - polvere, ghiaccio secco e ghiaccio d’acqua - è quindi un risultato fondamentale per determinare la quantità di acqua ancora presente sul pianeta rosso.
Nuove finestre fotovoltaiche “smart” per la green energy e le comunicazioni ottiche del futuro

La sostenibilità energetica e l'interconnessione sono i due pilastri principali su cui si baseranno le smart cities del futuro, con dispositivi energetici intelligenti e connessi, completamente integrati negli edifici, capaci di soddisfare rigorose normative e di avere un impatto energetico minimo. In quest’ambito, nel lavoro pubblicato sulla rivista Advanced Energy Materials, il team composto da ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e di Cnr-Ino, in collaborazione Glass to Power SpA e LENS, ha realizzato e studiato il primo esempio di finestra fotovoltaica dotata anche della capacità di scambiare dati attraverso la luce mediante la tecnologia VLC (Visible Light Communication).
La nanomedicina apre la strada a nuovi trattamenti per la lesione al midollo spinale

In uno studio pubblicato su Advanced Materials, i ricercatori Pietro Veglianese, insieme a Valeria Veneruso ed Emilia Petillo dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS in collaborazione con Filippo Rossi del Politecnico di Milano hanno dimostrato che un innovativo nanovettore (nanogel), da loro sviluppato, è in grado di somministrare farmaci antinfiammatori in modo mirato nelle cellule gliali coinvolte attivamente nell’evoluzione della lesione al midollo spinale, una condizione che porta a paraplegia o tetraplegia.
I trattamenti oggi disponibili per modulare la risposta infiammatoria mediata dalla componente che controlla l'ambiente interno del cervello, dopo il trauma acuto del midollo spinale, hanno mostrato limitate capacità di efficacia. Questo anche dovuto alla mancanza di un approccio terapeutico in grado di agire selettivamente su cellule microgliali e astrocitarie.
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