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Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus SARS-CoV-2. Lo dimostrano i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, proprio per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la competenza vettoriale delle due specie di zanzare. La ricerca ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.
Una risposta contro il Covid-19: la glicoproteina lattoferrina, una componente dell’immunità innata
15 Lug 2020 Scritto da Comunicato stampa Università Tor Vergata
Una risposta contro il Covid-19: la glicoproteina lattoferrina, una componente dell’immunità innata - pubblicato uno studio da un team di Clinici di Tor Vergata e della Sapienza, sulla rivista Journal of Molecular Sciences
La recente pandemia da SarsCov2 ha riunito gli sforzi della comunità scientifica per identificare i target virali, perfezionando terapie mirate al controllo della malattia, che ha causato più di cinquecentomila decessi nel mondo.
Tra le considerazioni e gli approfondimenti scientifici un dato è emerso durante la fase cruciale della pandemia, ossia che i bambini pur essendo contagiati dal virus, hanno avuto sintomi decisamente più lievi degli adulti, e solo in rarissimi casi l’infezione si è aggravata. Ancora molto c’è da capire su questo aspetto, ma tra le motivazioni si pone l’attenzione sul ruolo dell’immunità innata e umorale dei piccoli pazienti, con funzioni probabilmente più restrittive ed efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti. A ben vedere infatti il sistema di difesa dei bambini risponde rapidamente alle infezioni con l’immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi. Una proteina dell’immunità naturale, la lattoferrina presente già nel latte materno, protegge dalle infezioni come una rete a maglie strette, impedendo ai patogeni (virus, batteri, funghi) il passaggio nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale.
GLI ITALIANI TORNANO A FARE SPORT L’ORTOPEDICO BENAZZO: ECCO IL DECALOGO PER ALLENARSI IN SICUREZZA
15 Lug 2020 Scritto da Comunicato Medinews
Dopo il periodo di interruzione, dovuto al Covid-19, la ripresa dell’attività fisica espone a maggior rischio di infortuni. Le regole per non compromettere muscoli e articolazioni, stilate da uno dei massimi specialisti in traumatologia e consulente di atleti professionisti.
Brescia, 15 luglio 2020 – Dopo mesi di lock-down, l’attività fisica all’aperto è ripresa a pieno ritmo. Ma la cautela è d’obbligo; il rischio di andare incontro ad infortuni è infatti proprio dietro l’angolo, poiché “dopo un periodo di interruzione sia chi pratica sport con regolarità da anni, che chi ha cominciato da poco, perde l’elasticità muscolare tendinea, la forza e subisce una riduzione della propriocezione articolare”. A spiegarlo è il Prof. Francesco Benazzo, ortopedico di fama internazionale, dal mese di marzo nell’equipe della Poliambulanza di Brescia, noto per la sua specializzazione in ambito sportivo, Consulente della Federazione italiana di Atletica leggera e delle squadre di vari club calcistici, dal 2014 Fondatore e Presidente del Co.R.S.A (Consorzio Universitario Pavese, per la Riabilitazione Sportiva degli Atleti). Il Professore invita alla gradualità nella ripresa dell’attività fisica e stila un decalogo delle regole che è bene seguire a tutela della propria salute.
Cancro al colon-retto: la scoperta che facilita l’inibizione del gene “incurabile”
15 Lug 2020 Scritto da Università di Torino
Pubblicato sulla rivista “Cancer Discovery” lo studio che suggerisce come aggredire clinicamente i tumori con la mutazione G12C del gene KRAS utilizzando farmaci contro il Recettore del Fattore di Crescita Epidermico
È stato pubblicato, sulla rivista scientifica Cancer Discovery, lo studio dal titolo “EGFR blockade reverts resistance to KRASG12C inhibition in colorectal cancer”, condotto da un team internazionale di esperti guidato da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare all’IRCCS Candiolo e docente del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e coordinato da Sandra Misale, dottorata dell’Università di Torino, e attualmente ricercatrice associata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Il team ha esaminato su modelli cellulari gli effetti di AMG510, un farmaco sperimentale contro il cancro che agisce da inibitore del gene KRAS G12C.
Osservare l’aggregazione delle proteine in vivo: un nuovo sistema sintetico fa luce sui meccanismi “segreti” delle cellule
14 Lug 2020 Scritto da La Sapienza Università di Roma
Un team di ricerca internazionale con un forte contributo della Sapienza ha sviluppato un sistema sintetico che permette di studiare in vivo il meccanismo di aggregazione delle proteine nelle cellule. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Chemical Biology, apre nuove strade alla comprensione di un meccanismo che, se non funziona correttamente, può causare l’insorgenza di gravi patologie
Le cellule sono alla base della vita di qualunque organismo vivente. Il loro corretto funzionamento si basa su una precisa organizzazione interna dello spazio, tramite la quale le proteine e gli acidi nucleici sono in grado di svolgere efficacemente il proprio compito.
Fino a pochi anni fa si credeva che l’organizzazione interna delle cellule fosse dovuta unicamente alla presenza di alcuni organelli separati dal resto del citoplasma da membrane. Recentemente è stato invece scoperto che esiste un certo numero di organelli, detti condensati biomolecolari, che sono sprovvisti di membrana e svolgono un ruolo importante nell’omeostasi cellulare, poiché sono in grado di adattare la propria struttura e funzione a variazioni dell’ambiente interno ed esterno alla cellula stessa. Inoltre, i meccanismi alla base della formazione di questi organelli, composti principalmente da proteine e acidi nucleici, sembrano essere coinvolti anche nella patogenesi di malattie come l’Alzheimer, la SLA e la demenza frontotemporale, tutte patologie causate da un’aggregazione anomala di proteine.
Studio Sars-Cov-2: cosa è successo in Lombardia e quali vantaggi porterà alla ricerca in futuro?
13 Lug 2020 Scritto da Ospedale Niguarda Milano
Il virus ha attaccato la Lombardia con un “assalto multiplo e concentrico”. Sono almeno 2 i ceppi circolanti (lineages) da metà gennaio: a rivelarlo uno studio promosso da Fondazione Cariplo e realizzato dai ricercatori dell’Ospedale Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia. L’analisi fornisce importanti indicazioni per chi dovrà lavorare sul vaccino e sulle cure in futuro; anche per questo motivo, i dati sono stati messi a disposizione della comunità scientifica internazionale.
Sono stati presentati questa mattina i risultati dello studio promosso e sostenuto da Fondazione Cariplo condotto dai ricercatori della ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.
Si tratta dello studio più ampio condotto sino ad oggi sul sequenziamento del virus SARS-CoV-2 in una stessa area geografica, che fotografa quanto è accaduto dall’inizio dell’anno attraverso un approccio scientifico “evidence-based”. Sono state analizzate le sequenze genomiche virali da circa 350 pazienti, provenienti da aree diverse della Lombardia.
Pubblicato studio sull'emicrania: nel 94% dei casi la terapia chirurgica è la soluzione
13 Lug 2020 Scritto da Università di Genova
Quando il "mal di testa" è invalidante
L’emicrania e le cefalee muscolo-tensive sono due patologie estremamente comuni ed altamente invalidanti, la cui presenza influisce molto negativamente sulla qualità di vita dei pazienti affetti. Il dolore può essere continuo o pulsante, localizzato o generalizzato a tutta la testa, con eventuali irradiazioni al collo, alle spalle e (raramente) alle braccia, con presenza di nausea o vomito, fastidio alla luce, suoni, odori e al movimento.
I pazienti colpiti sono costretti ad assumere notevoli quantità di medicinali con, spesso, fenomeni di sovraccumulo ed effetti collaterali sgradevoli.
Recenti teorie relative all’insorgenza dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive hanno confermato come queste, in molti casi, siano strettamente correlate all’irritazione di alcuni nervi superficiali, localizzati a livello della fronte o dello scalpo, compressi da piccoli vasi o muscoli circostanti, e che questi “punti scatenanti” (trigger points) possano essere eliminati mediante un intervento chirurgico mininvasivo.
Vespe, api, tafani e meduse: che fare in caso di puntura o morso?
10 Lug 2020 Scritto da Valentina Meschia , Policlinico di Milano
Con l’arrivo dell’estate può capitare di essere punti da una vespa o da un’ape, di essere morsi da un tafano o da una vipera, di imbattersi nei tentacoli di una medusa o di mettere un piede su una tracina. Cosa fare per un soccorso corretto e immediato?
Ne parliamo con Valerio Pravettoni, medico allergologo del Centro di riferimento per la prevenzione e la diagnosi dell’allergia al veleno di imenotteri del Policlinico di Milano.
√ Puntura di vespe, calabroni, api e bombi
- Cosa sapere?
La reazione alla puntura degli imenotteri, cioè vespe, calabroni, api e bombi, è molto soggettiva poiché dipende dalla risposta immunitaria della singola persona. Quando ci pungono questi insetti iniettano con il loro pungiglione una certa quantità di veleno* che il nostro organismo riconosce come estranea e cerca, per così dire, di combatterla per eliminarla.
In base alla sensibilità individuale i sintomi possono essere diversi: si va da normali manifestazioni locali (reazione cutanea) al coinvolgimento di tutto l’organismo (reazione sistemica). Questo spiega il motivo per cui in alcune persone la puntura di una vespa provoca solo un po’ di dolore e un leggero fastidio nella sede di puntura che passa nel giro di poche ore; mentre in altre, la stessa puntura può causare reazioni più gravi che in alcuni casi possono portare anche a morte.
Malformazioni polmonari congenite, operati 3 bimbi in 10 giorni al Policlinico di Milano
08 Lug 2020 Scritto da Policlinico di Milano
Hanno tutti e 3 meno di un anno di vita e già hanno in comune qualcosa di grande. Sono 3 bimbi a cui il destino ha riservato due complicazioni insieme: quella di nascere con una malformazione polmonare congenita, e quella di aver bisogno di cure durante la pandemia da Covid-19. Per fortuna si tratta di 3 storie a lieto fine: perché i piccoli, due maschi e una femmina, sono stati tutti operati con successo dai chirurghi pediatrici del Policlinico di Milano, vero e proprio punto di riferimento per questo tipo di patologie.
Le malformazioni polmonari congenite sono anomalie dello sviluppo dei polmoni che in genere interessano un solo lobo o parte di esso, ma che più raramente possono coinvolgere porzioni più ampie o addirittura entrambi i polmoni. In queste malformazioni possono formarsi cisti di varie dimensioni che bloccano la respirazione, oppure può succedere che una porzione dell'organo non riceva l'aria e quindi non funzioni correttamente; altre volte ancora, una parte del polmone si espande così tanto che 'schiaccia' ciò che lo circonda, impedendo il respiro.
Muscoli giovani e sani: dall’Europa più di 3 milioni per scoprire i segreti della rigenerazione muscolare
08 Lug 2020 Scritto da Università di Milano Bicocca

Ricreare le complesse interazioni molecolari e cellulari che avvengono durante la rigenerazione del muscolo, alterate nelle distrofie e durante l’invecchiamento. È l’obiettivo di RENOIR (REcreating the ideal Niche: environmental control Of cell Identity in Regenerating and diseased muscles), il progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del bando Horizon2020, MSCA - Innovative training networks.
Il progetto - che ha ricevuto un finanziamento di quasi tre milioni e mezzo di euro, di cui oltre 350mila destinati a Milano-Bicocca - è coordinato da Silvia Brunelli, docente di Biologia applicata del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Ateneo milanese, e si fonda su un approccio multidisciplinare che vede il coinvolgimento di accademici e industriali, esperti nel campo della rigenerazione muscolare, delle cellule staminali e dell’invecchiamento, provenienti da sei paesi europei ed extra-europei.
Una task force di esperti in diversi ambiti, dalla biologia all’ingegneria, proverà a scoprire i meccanismi molecolari che controllano l’identità cellulare e la loro interazione durante il processo di rimodellamento muscolare. Per riuscirci, il team di RENOIR sarà impegnato anche nella generazione di dispositivi innovativi e sistemi di coltura 3D di cellule staminali muscolari, vascolari e immunitarie, nonché nella sperimentazione di approcci terapeutici che sfruttano nuovi biomateriali semi-sintetici, come gli hydrogels associati a collagene o fibrinogeno.

